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Ferrara, con i carabinieri durante i controlli per il Covid in fabbrica

Martedì il controllo alla X Mask Race da parte dei militari di Porotto e Nucleo. Verifica su turni, dispositivi di protezione, distanze, igiene, accessi alla mensa e aree ricreative 

Ferrara, con i carabinieri durante i controlli per il Covid in fabbrica

FERRARA. Il termoscanner puntato sulla fronte sentenzia chi può entrare e chi no. Se la temperatura corporea supera il 37.5° il dipendente non può entrare in azienda e viene invitato a contattare il proprio medico di famiglia. Una procedura che si è ripetuta anche ieri mattina, durante il primo turno di lavoro, all’ingresso della “X Mask Race”, impresa della Piccola e media industria di Cassana, settore meccanica di precisione e commesse da colossi delle due e quattro ruote, come Ducati e Lamborghini, e da giganti del trasporto pubblico come le Ferrovie dello Stato. Martedì l’impresa ha accolto, assieme ai dipendenti, anche i carabinieri della stazione di Porotto, guidati dal comandante Luca Giannini, e del Nucleo dell’Arma presso l’Ispettorato del Lavoro, diretto dal comandante Antonio Di Nuzzo. Un’operazione coordinata dal comando provinciale dei Carabinieri di Ferrara.

LO STOP ALL'INGRESSO

Due ore di verifica minuziosa del rispetto della normativa sulla sicurezza definita da governo e sindacati con il protocollo firmato il 24 aprile scorso per il contenimento dei contagi da Covid-19. Da lunedì scorso per le imprese di produzione il blocco imposto dal lockdown si è allentato, migliaia di lavoratori sono rientrati nelle fabbriche e negli uffici situati in provincia e gli enti preposti ai controlli hanno programmato i sopralluoghi. Quello di ieri era il primo della lista, ma non è stato l’unico svolto dagli ispettori. Per l’impresa una sorta di “test” sulla corretta applicazione delle dispositivi, superato a pieni voti. Il termoscanner era perfettamente funzionante, i dipendenti tutti in buone condizioni di salute.



Il capannone è organizzato in vari ambienti: la parte produttiva è concentrata in un’area che ospita operai e macchine, un’area laterale ospita il magazzino, al piano superiore uffici e mensa. Il distanziamento nel luogo di lavoro e l’uso della mascherina sono due tra le misure più stringenti e di facile verifica. Le modalità operative della X Mask Race agevolano il rispetto delle disposizioni anti-Covid, perché tra torni e fresatrici c’è uno spazio di alcuni metri, su ogni impianto lavora un dipendente diverso e alcuni dispositivi sono completamente automatizzati e richiedono un controllo a spot.

Sui tavoli si accumula la componentistica (viti, parti di ricambio dei veicoli, maniglie, viteria, staffe, prodotti metallici per impianti luce, dissipatori di calore etc.). Di Nuzzo e colleghi esaminano ogni comparto della struttura assieme al titolare, Sergio Baroni, e ad una collaboratrice, Alessia Zanirati. L’azienda è nata una decina di anni fa ed è diventata operativa nel 2011, oggi occupa 18 dipendenti.

ORARI NON SOVRAPPOSTI

«Oggi ci concentriamo sull’applicazione delle misure di sicurezza anti-Covid - hanno spiegato Di Nuzzo e Giannini - il controllo sul rispetto della normativa che disciplina l’attività delle imprese è molto più complesso e comprende molti aspetti, anche di tipo contrattuale, che non vengono trattati dal protocollo sulla sicurezza per la pandemia». Ma questo non significa che un accesso con questa motivazione, rimarca il comandante, precluda un ampliamento dell’ispezione: «Se, durante la verifica dedicata all’applicazione del protocollo, notiamo evidenti discrepanze con le disposizioni che regolano l’attività più generale dell’impresa il controllo viene esteso anche al rispetto di altre disposizioni».



Il team di ispezione ha accertato che in azienda fosse presente il presidio per l’igienizzazione (guanti, disinfettanti). Ma a carico della ditta c’è anche la sanificazione periodica dei locali. L’entrata e l’uscita dei dipendenti avviene su due turni (ore 7-15.30 e ore 10-18.30) «in modo da distinguere gli orari di ingresso da quelli di uscita e da impedire che i due flussi opposti si possano incrociare». Una visita anche agli spogliatoi (si entra non più di 3-4 alla volta), ai locali della mensa (non più di 4 alla volta) e allo spazio comune (acqua, caffè) accessibile solo a piccoli gruppi in modo da mantenere le distanze interpersonali. Tutti i dispositivi aziendali (tablet, cellulari etc.), compreso il termoscanner, vengono disinfettati, come pure le macchine distributrici dell’area della ricreazione. Queste “visite”, spiegano i carabinieri, saranno eseguite nelle prossime settimane con una pianificazione estesa a tutto il territorio provinciale. —



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