Anche la spiaggia fa i conti col Covid: dieci metri quadri ogni ombrellone

Intesa di massima sulle misure per i Bagni in regione: ingressi contingentati e servizio bar con consegna al lettino

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COMACCHIO. Passata la fase uno e iniziando respirare un po’ di libertà, la gente pensa al mare. Che sia per tutta l’estate, per una settimana o anche solo per un weekend, la voglia di sabbia sotto i piedi, di sole e una bella nuotata è più forte che mai. E dunque la domanda è una sola: “quando?”, seguita a ruota da “in che modo? ”. Una data ufficiale non c’è, ma il presidente Stefano Bonaccini apre alla possibilità del 18 maggio, ipotesi che accontenterebbe anche il Comune di Riccione che è già passato alle vie legali contro la norma regionale che ha chiuso gli arenili. Da capire se già in questi giorni si potrà avere il via libera per piantare gli ombrelloni o se si dovrà aspettare ancora dieci giorni per iniziare i lavori. Se dovesse prevalere la seconda ipotesi dovranno poi passare almeno due o tre giorni prima di poter partire con la stagione. Perché le complicazioni non saranno poche.

I primi passi

La stagione che potrebbe partire solo con l’elioterapia in attesa che i Comuni si organizzino con il servizio di salvataggio e le nuove ordinanze sulla balneazione che naturalmente saranno ben diverse da quelle degli anni passati. Arape dovrà, come da prassi, partire con l’analisi delle acque e dare il via libera alla balneazione.

Come funziona

I titolari dei Bagni hanno già sulla carta la mappa della spiaggia in base alle ultime indicazioni arrivate. Secondo l’ultima bozza di intesa, le distanze minime saranno tutte accresciute di un metro rispetto all’estate scorsa: 3,5 metri tra le file, 3 metri tra i paletti di una stessa fila. «Ci dovranno poi essere assistenti di spiaggia, servizi all’ombrellone, orari allargati, i lungomare utilizzati anche per ristoranti e locali. La nostra riviera sarà bella e accogliente», ha spiegato lo stesso presidente.



«Il protocollo sulla stagione balneare - spiega Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo - è in fase di revisione e le indicazioni definitive dovrebbero essere pubblicate a metà maggio. Per ora l’ipotesi parla per ogni ombrellone prevista un’area di 10,5 metri quadrati, uno spazio doppio rispetto al solito, percorsi separati per ingresso e uscita clienti, ingressi contingentati con prenotazioni via mail o telefono, servizio bar e ristorante direttamente all’ombrellone».

Queste le linee guida su cui si sta discutendo , la bozza è pronta e si stanno studiando i dettagli, che non sono trascurabili.

I servizi

Tra le norme che spiccano anche la chiusura notturna degli stabilimenti (per la pulizia) mentre per le spiagge libere si prevede l’affidamento di gestione ai Comuni con personale ad hoc e la possibilità di contingentare gli ingressi. Potrebbero anche essere collocati dei segnali in base ai quali regolare le distanze. Si è parlato anche di possibilità di test della febbre ma su questo punto i balneari stanno puntando i piedi.



Una volta definite distanze e modalità l’ordinanza sarà emanata e i Comuni potranno procedere con il regolamento sulla balneazione, questo significa che si potrebbe iniziare con l’elioterapia e si potrà invece entrare in mare verso la fine di maggio o nella data del 3 giugno.

Il caso Riccione

Pace quasi fatta. Il sindaco Riccione Renata Tosi tende la mano al governatore Stefano Bonaccini e annuncia il ritiro del ricorso al Tar, in caso di riaperture delle spiagge alle passeggiate e al jogging dal prossimo 18 maggio, con una nuova ordinanza regionale, anche se il primo cittadino spera addirittura nei primi giorni della prossima settimana. Renata Tosi ha ribadito: «La finalità del nostro ricorso al Tar è quella di permettere ai cittadini di poter godere della propria spiaggia, che è il luogo più salutare in assoluto». Il “caso Riccione” aveva già fatto scuola e altri Comuni erano pronti ad un eventuale ricorso.

Gli alberghi

Indicazioni rigidissime anche per gli albergatori. Il titolare dovrà consegnare al cliente il prontuario con le regole per l’accesso che dovrà essere vietato l’ingresso nel caso abbia la febbre oltre i 37,5 o nell’eventualità abbia avuto contatti con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti.

Il personale addetto al ricevimento avrà mascherine, gel a disposizione e, all’occorrenza, guanti. In caso di gruppi, sarà un solo rappresentante a sbrigare il check-in, operazione per la quale si consigliano sistemi informatizzati. Le chiavi delle camere dovranno essere sostituite o igienizzate ad ogni cambio, così come i telecomandi e gli oggetti che pèiù spesso si adoperano. Particolare attenzione è raccomandata per l’igiene dei frigobar.

In caso di positività, l’ospite dovrà essere isolato e dotato di mascherina, mentre l’albergatore è tenuto a escludere l’impianto di ventilazione e a fornire servizi mediante personale dotato dei presidi sanitari in attesa che arrivi il medico. Successivamente dovrà sanificare la stanza e smaltire separatamente i rifiuti. Presso la reception dovrebbe essere disponibile un kit da utilizzare per coloro che presentano sintomi da Covid-19 o per coloro che si prendono cura di una persona affetta.

Nelle stanze o negli altri ambienti della struttura ricettiva in cui abbiano soggiornato persone affette da Covid19 prima di essere state ospedalizzate o messe in quarantena, verranno applicate misure di pulizia e sanificazione straordinarie. —

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