Falchi e poiane per sconfiggere i piccioni, Terre del Reno affida la lotta a due rapaci

Niente abbattimento, l’invasione si contrasta con altri volatili. Il sindaco: voli sistematici e ripetuti fino a dicembre 

TERRE DEL RENO. Mentre la Regione ha ingaggiato un esercito di vespe samurai per combattere la cimice asiatica, il Comune di Terre del Reno si è armato di falchi e poiane per scacciare i piccioni da San Carlo e Mirabello. Compito dei due rapaci sarà allontanare dalle frazioni di Terre del Reno il maggior numero possibile di piccioni, come? Presidiando il cielo, ma anche la terra.

Il quadro


L’anno scorso il primo cittadino, senza forzare nessuna legge, aveva ordinato l’abbattimento di alcuni piccioni per contrastarne la progressiva invasione. La decisione aveva scatenato non poche polemiche, tramutatesi anche in proteste e addirittura minacce, sia nei confronti del primo cittadino, sia nei confronti dei suoi familiari. «Un comportamento meschino e scorretto, ancora di più se consideriamo che ho agito in maniera regolare e in nome della salute della comunità», dice il sindaco Roberto Lodi. Le migliaia di piccioni che hanno preso casa tra San Carlo e Mirabello rappresentano una vera emergenza sanitaria.

«Il Centro civico di Mirabello versa in condizioni critiche e quello di San Carlo - sottolinea - ci ritroviamo a pulirlo ogni mattina. Bisogna fare qualcosa». Sono quasi tremila i volatili che stazionano stabilmente a San Carlo; tanti, troppi. L’abbattimento ha causato tensioni e gli altri metodi di contrasto (castrazione chimica e laser) risultano poco funzionali. Ed ecco che entrano in gioco i rapaci.

La scelta

«Io e miei tecnici stavamo ragionando sul da farsi quando siamo venuti a conoscenza di questa tecnica che - spiega il primo cittadino - ci ha subito incuriosito e interessato». Poiane e falchi sono nemici naturali dei piccioni; i pennuti invasori temono i rapaci e, sentendosi minacciati, scappano. Con loro il Comune di Terre del Reno contrasterà i piccioni. Niente artifici, sarà natura contro natura.

La strategia

Da qualche giorno un falconiere toscano, accompagna una poiana nelle zone più critiche delle frazioni. Giunti nel punto esatto il rapace prende il volo e si aggira attorno ai tetti e alle insenature che ospitano i piccioni. I voli mirati proseguiranno con cadenza settimanale fino a fine anno.

«Abbiamo iniziato lunedì con tre voli a settimana e man mano che passerà il tempo - dice Lodi - la frequenza si dilaterà. A forza di dai e dai i piccioni, spaventati e intimoriti, lasceranno i loro nidi per altri lidi». Praticamente un trasloco indotto. Il costo dell’operazione è di cinquemila euro, Iva esclusa. «Speriamo che una volta partiti non tornino più. La situazione - conclude il sindaco - è diventata insostenibile». —

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