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Ingressi limitati e controlli anche per gli arenili liberi dei Lidi

La bozza regionale per regolamentare l'accesso alle spiagge

COMACCHIO. Ingressi limitati, divieti di assembramento e piazzole delimitate da corde rasoterra: sono alcune delle idee con cui le amministrazioni delle località costiere dovranno fare i conti per gestire le spiagge libere, non appena le autorità sanitarie imporranno i protocolli per regolamentare le attività turistiche e contenere il rischio di nuovi contagi da coronavirus.



Gli arenili saranno gli ambienti più complessi da gestire la prossima estate: se nelle aree in concessione agli stabilimenti balneari sarà responsabilità del titolare rispettare le sanificazioni e il distanziamento tra gli ombrelloni, diverso è il discorso per le spiagge libere, di competenza dei Comuni e da sempre affollate di turisti abituati a stendersi dove capita e a stare molto vicini nei giorni di maggiore affollamento. Ma dal momento che tutto ciò non sarà più possibile per la prossima estate, chi sarà a far rispettare le distanze? E a chi toccherà sorvegliare?

Le indicazioni

La Regione Emilia Romagna ha già pronta la bozza dell’ordinanza che prevede l’affissione nei punti di accesso alle spiagge libere di una cartellonistica plurilingue riportante con chiarezza e sinteticità le condotte da tenere.

Dovrà anche essere controllato il numero massimo di persone che possano contestualmente fruire della spiaggia libera anche mediante convenzione con soggetti del terzo settore, del volontariato, cooperative bagnini, etc. che possano svolgere una funzione di informazione e di presidio, al fine di evitare assembra. Prevista anche l’eventuale individuazione alle estremità delle spiagge libere delle file delle postazioni/ombrelloni, al fine di favorire il distanziamento e il transito da e verso le postazioni/ombrelloni. Limitazioni ai frequentatori delle spiagge libere di accedere via mare o battigia ad altre strutture balneari adiacenti. E questo significa che bisognerà prevedere anche dei servizi igienici. —

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