«Salus potenzia la chirurgia ma niente test e addetti in più»

Nella Casa di cura “Salus”, di Ferrara, «è stata riaperta in velocità l’attività operatoria da lunedì scorso - scrivono i sindacalisti di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl, Erika Salvioli, Sonia Uccellatori e Leonardo Uba - Ad oggi, nonostante i nostri ripetuti solleciti, segnaliamo che il personale dipendente della struttura non è ancora stato sottoposto a nessun controllo sanitario, per intenderci lo screening sieriologico come indicato nel documento regionale dell’1 aprile 2020».

Lo screening doveva essere garantito dall’Asl di Ferrara fino a pochi giorni fa, precisano i tre sindacalisti, «ma pare che le nuove indicazioni della Regione stabiliscano che ricada interamente in gestione alle singole aziende private, con perdita così del controllo della situazione da parte dell’Asl, nonostante queste siano strutture interamente convenzionate con il Servizio sanitario regionale». Il personale, che ha assistito pazienti contagiati, «è molto preoccupato». Inoltre sottolineano ancora i sindacati, sembra che «da lunedì 11 maggio avvengano importanti modifiche organizzative: un reparto di degenza medica verrebbe completamente convertito in degenza chirurgica per far fronte ad un aumento dell’attività chirurgica, trasformazione che non ha visto nessuna informazione preventiva». Di fronte a questo incremento di attività non si sa però - aggiungono Cgil, Cisl e Uil - se è stato compiuto «uno sforzo volto a potenziare il personale, senza nessuna garanzia di sicurezza per gli operatori e per i pazienti. Avevamo fatto un incontro sindacale in videoconferenza il giorno 24 aprile, ma non ci era stato assolutamente esplicitato nulla di tutto ciò. I dispositivi individuali di protezione vengono ancora consegnati con il contagocce e senza chiare indicazioni. E sono anni che chiediamo un potenziamento delle dotazioni organiche affinché ci sia una maggiore garanzia di qualità assistenziale, ma senza alcun risultato». —


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