Ferrara, polizia locale con le armi anche fuori servizio: l'incognita dei costi

Sì del Consiglio comunale, il sindaco Fabbri: ci allineiamo agli altri capoluoghi. M5s vota contro e stima in 600mila euro la spesa: «In bilancio non c’è»

FERRARA. La Polizia locale Terre estensi, che comprende Ferrara, Voghiera e Masi Torello, sarà dotata di armi, nello specifico una «pistola semiautomatica con caricatore bifilare», che gli agenti porteranno con sé sempre, anche a casa. È quanto previsto dal nuovo Regolamento del corpo approvato ieri pomeriggio dal consiglio comunale di Ferrara, che contiene tra l’altro anche una barriera di età per l’arruolamento e l’incompatibilità con lo status di obiettore di coscienza. «Non facciamo nulla di storico ma una cosa normalissima, allineandoci a tutti i capoluoghi della Regione - ha detto il sindaco Alan Fabbri - e superando un dogma ideologico che si è visto ancora oggi in aula. Non bisogna confondere l’armamento con l’utilizzo inappropriato delle armi». Maggioranza compatta, quasi in toto, nella miriade di votazioni alle quali l’hanno costretta le risoluzioni e i 20 emendamenti di Pd e Gam. L’opposizione ha puntato sulle «lacune» del regolamento, da parte dei dem ora orientati favorevolmente nel merito della questione armi in funzione turno notturno, mentre il M5s ha detto no «senza se e senza ma», stimando tra l’altro in un massimo di 600mila euro il costo dell’operazione, «del quale non ho trovato traccia in bilancio» ha detto Tommaso Mantovani.

A rendere nervosa la discussione gli attacchi del vicesindaco Nicola Lodi, che ha rinfacciato a Ilaria Baraldi (Pd) le annose dichiarazioni sugli spaccini e quelle più recenti sulle pistole in fondina che spaventano i bambini, chiarendo peraltro di non aver «intenzione di mandare sceriffi in giro per la città di notte». Il tutto filtrato attraverso la piattaforma Youtube tra disturbi audio, linea interrotta al momento del voto, sfondi “casalinghi” un po’ scelti e un po’ sfuggiti ai consiglieri, non tutti a loro agio con la tecnologia da lockdown.


OCCASIONE MANCATA?

Lodi ha impiegato buona parte del suo intervento per criticare le scelte del Pd di governo («22 assunzioni a fronte di 40 uscite in Polizia locale, un fallimento»),rievocando «la maledetta serata alla Gad, quando a fronte della rivolta dei nigeriani la Polizia locale era l’unica forza inerme, perché disarmata: non siamo più all’epoca in cui bastava il fischietto». Poi ha invocato «un voto unanime sul regolamento»; è arrivato infine a riconoscere che «uno o due emendamenti di Modonesi sarebbero passati, stasera, se foste venuti a bussare alla mia porta invece di presentare una valanga di emendamenti un’ora prima del consiglio». La democrazia funziona così, gli ha risposto Dario Maresca (Gam), pur riconoscendo che l’opposizione si era ridotta all’ultimo minuto. «Il primo passo lo deve fare la maggioranza» ha ribadito il capogruppo dem Aldo Modonesi.

In effetti, quantomeno il gruppo Pd aveva dimostrato di non aver (più) pregiudiziali sull’armamento, confermando la svolta della scorsa campagna elettorale, anche perché, lo ha ricordato Modonesi, «già da settembre 2018 avevamo detto che nel nuovo comando ci sarebbe stata l’armeria e il quarto turno notturno è stato reso obbligatorio dal ministro Salvini. Ma noi lo avevamo previsto per rilevare gli incidenti stradali, lasciando a carabinieri e polizia, che di notte hanno rispettivamente una e due pattuglie, il compito di garantire la sicurezza». Alla fine, però, tutti gli emendamenti dem sono stati bocciati.

QUESTIONE FINANZIARIA

Le opposizioni si erano concentrate, tra le altre cose, sugli aspetti finanziari. I dem chiedevano di stanziare 250mila euro per nuove assunzioni («non è vero che abbiamo lasciato il corpo senza vicecomandante, Rebecchi è andato in pensione a luglio 2019»), presi in parte dallo stipendio del nuovo portavoce del vicesindaco; perché, è sempre l’ex candidato sindaco a ipotizzarlo, «non appena ci armeremo questore e prefetto chiederanno il quarto turno». E Mantovani ha appunto calcolato l’esigenza di un mega-stanziamento in bilancio, «visto che solo la pistola costa da 750 a 3.300 euro, poi ci sono munizioni, addestramento ecc.». Massimiliano Guerzoni (Fc) ha dimezzato questo costo, nessuno ha risposto all’obiezione sulla mancata posta 2020. Il vicesindaco, invece, ha garantito che «le assunzioni le faremo, il bando per la mobilità per un ispettore e sei agenti c’è già. La questione del quarto turno la affronteremo più avanti».

PORTO D'ARMI E INCOMPATIBILITA'

C’è stato scontro anche sul porto d’armi consentito agli agenti di Polizia locale al di fuori del servizio, «non si può fare una scelta del genere perché è troppo complesso contare i colpi ad ogni riconsegna dell’arma - ha affermato Francesco Colaiavoco (Pd) - Risulta che i nostri agenti non abbiano mai usato lo spray al peperoncino né il bastone distanziatore, a dimostrazione del fatto che a Ferrara non c’è questa esigenza». Luca Caprini, consigliere leghista e rappresentantedel sindacato di polizia Sap, ha tagliato corto, «bisogna avere il coraggio di dire che creiamo professionisti della sicurezza». Più duro l’altro leghista Ciriaco Minichiello, «non avete idea di cosa significhi portare un’arma: è una cosa seria, se gli agenti non saranno all’altezza non l’otterranno. Un agente di pubblica sicurezza deve intervenire su di un reato anche quando è fuori servizio, e se l’arma non ce l’ha come interviene?». Guerzoni ha citato Davide Bertolasi (Pd), «come ha detto anche lui saranno mantenute precise modalità per il porto d’armi».

Secondo i dem il limite d’età per l’assunzione, 35 anni di base, è «incostituzionale ed è stato bocciato dalla Corte d’appello di Milano» («è solo una sentenza di merito, non fa giurisprudenza» ha risposto Minichiello, in veste di avvocato), e l’esclusione degli obiettori di coscienza è un problema: anche perché, ha ricordato Modonesi, solo i maschi che hanno fatto il militare entro il 2005 hanno questa possibilità. «E le donne?» è stato osservato.

VOTO ARTICOLATO

Un minimo di articolazione c’è stato in sede di voto. Nella maggioranza da registrare solo il singolo sì di Paola Peruffo (FI) all’emendamento dem che chiedeva le pari opportunità, bocciato come tutti gli altri. Il gruppo Pd si è invece astenuto, «pur non essendo noi contrari all’armamento della Polizia locale avete bocciato tutte le nostre proposte, anche quelle tecniche che sanavano riferimenti sbagliati» ha detto Modonesi. Lo ha seguito su questa strada Maresca, non Ilaria Baraldi che ha votato contro il regolamento, giustificandosi con gli stessi argomenti dei colleghi di gruppo, ma “rafforzati”. Contrari Roberta Fusari (Ac), «vogliamo una polizia di comunità, non è il momento di mettere più armi in giro», e appunto Mantovani, «sono contrarissimo, è un impegno folle in un momento nel quale stiamo centellinando i buoni spesa». Anna Ferraresi (Misto) non ha votato. Convinto il sì di Federico Soffritti (FdI) e di Francesco Carità (Fc), «solo 10 corpi su 110 sono disarmati». —

stefano ciervo

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