Ferrara, partiti i lavori per il tunnel ferroviario

La costruzione del tunnel ferroviario consentirà così la chiusura del passaggio a livello ferroviario che costituisce un delle principali barriere al traffico cittadine

FERRARA. Hanno preso il via ieri i lavori per l’interramento ferroviario della linea che attraversa il quartiere di via Bologna a Ferrara. Una data che si può definire storica per la città visto che il progetto è in cantiere dallo scorso millennio e sembra finalmente giunto alla fase decisiva. Ieri una ruspa ha campeggiato nel piazzale di via Bologna a testimonianza della volontà di partire dopo le preliminari operazioni di cantieramento avvenute nelle scorse settimane. La costruzione del tunnel ferroviario consentirà così la chiusura del passaggio a livello ferroviario che costituisce un delle principali barriere al traffico cittadine. E anche ieri, con alcuni lavori previsti da Hera in Foro Boario, si sono registrate code nonostante il traffico ridotto per l’emergenza Covid.

L’ASSESSORE MAGGI


«Dopo oltre vent’anni – afferma nell’occasione l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Andrea Maggi – finalmente siamo sulla strada giusta per risolvere uno dei problemi più sentiti dai ferraresi e non solo. Oggi parte il cantiere interrare la linea ferroviaria che ospita le tratte per Codigoro e per Ravenna-Rimini, e attraversa una delle arterie più importanti e utilizzate di Ferrara mettendo a durissima prova la viabilità». L’intervento è mirato a realizzare un’infrastruttura importante che coinvolge Fer, Rfi, Regione Emilia-Romagna e Comune di Ferrara con un investimento complessivo di circa 35 milioni di euro, a cui l’Amministrazione comunale partecipa per 3 milioni di euro.

I lavori, della durata di almeno due anni, oltre al completamento della bretella Suzzara-Rimini che interessa in modo particolare il traffico merci ed evita l’ingresso in stazione per invertire il senso di marcia, consentiranno anche una vera e propria ricucitura tra il Centro storico e la prima periferia di Ferrara. «Con l’eliminazione dell’ultimo passaggio a livello su via Bologna, e l’accorpamento delle due linee ferroviarie in una unica sede quasi tutta in trincea e galleria – conclude l’assessore Maggi – Ferrara guadagnerà in termini di qualità della vita e di qualità dell’aria riducendo le emissioni di CO2» .

UN CANTIERE ODISSEA

Quello dell’interramento ferroviario è uno dei grandi appalti più tribolati degli ultimi decenni a Ferrara e che come tempistica è paragonabile alla costruzione del polo ospedaliero di Cona, la Cispadana o il complesso progetto dell’idrovia ferrarese. La firma del progetto risale addirittura all’8 giugno 1999, ultimo atto di Roberto Soffritti come sindaco di Ferrara e di Paolo Siconolfi come presidente della Provincia, davanti all’allora ministro dei trasporti Tiziano Treu. Doveva essere un progetto da realizzare in tre, massimo quattro anni. Ma a causa di lungaggini e fallimenti di ditte assegnatarie dei lavori, i costi sono quasi triplicati rispetto al progetto originale firmato e presentato ufficialmente più di vent’anni fa. Degli allora quasi 32 miliardi di lire per la sostanziale modifica dell’assetto dei trasporti ferroviari a Ferrara, in gran parti finanziati dal ministero dei trasporti, che con il cambio della moneta equivalevano allora a 16 milioni di euro – per effetto dell’inflazione possono essere rivalutati nel tempo a 21 milioni di euro – si è passati per i cambi e i vari fallimenti si è passati ad una cifra che ora è stimata complessivamente sui 55 milioni di euro di cui 34 milioni per il solo importo dei lavori. —

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