Ferrara. In Consiglio scatta la pace sulle tasse. Ma sui buoni spesa è ancora scontro

Polemiche tra maggioranza e opposizione su mascherine e test sierologici. Ma sulle imposte l’accordo è stato unanime 

FERRARA. Si è perduto nella discussione su buoni spesa, mascherine e test sierologici l’iniziale riconoscimento all’amministrazione, da parte dell’opposizione, di aver fronteggiato l’emergenza Covid con azioni perlopiù corrette, come la scelta di posticipare la scadenza del pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico (Cosap) o dell’imposta di soggiorno, come i contributi a favore delle scuole paritarie e la sospensione del pagamento di quei servizi scolastici come il trasporto o la mensa, provvedimenti ieri riassunti in Consiglio nell’informativa del sindaco Fabbri.

Le Schermaglie


Informativa alla quale non sarebbero dovuti seguire interventi, secondo il presidente Poltronieri che, non volendo «andare a casa alle 20.30» come il giorno prima, ha celermente dato la parola all’assessore Maggi («che fra poco ha un impegno personale»), boicottando il microfono del consigliere Modonesi (Pd) che chiedeva di intervenire.

«Il sindaco non ha niente da dire su questo comportamento?» chiedeva Baraldi (Pd) mentre Modonesi chiedeva «un atteggiamento più rispettoso» e Colaiacovo (Pd) attivava microfono e videocamera per ricordare «che è prevista dal Regolamento la possibilità di intervenire dopo le comunicazioni del sindaco, cinque minuti per ogni gruppo». E così i toni si sono scaldati subito, come quando si è trattato poi il tema dei buoni spesa con la delibera dell’assessore Fornasini che del resto sarebbe dovuta essere una semplice ratifica della variazione di bilancio fatta il mese scorso dalla giunta per incamerare i circa 700mila euro destinati a Ferrara per i buoni spesa.

Ma la discussione fra maggioranza e opposizione si è concentrata su quel «percorso dalla domanda all’erogazione le cui modalità ancora non si conoscono», diceva Colaiacovo sottolineando peraltro che «quel bonus sulla fame doveva andare incontro al bisogno e non alla nazionalità».

Quello lasciato dai buoni spesa «è un quadro fosco e nebuloso che suscita interrogativi spiacevoli ai quali prima o poi dovrete rispondere», considerava Baraldi contestando una difficoltà di accedere agli atti. Intervento che ha scatenato poi quello “scomposto”, diceva Modonesi, del consigliere Zocca (Lega): «Contestate persone che secondo voi sono incapaci, che secondo voi distribuiscono soldi al primo che passa, e che invece hanno a cuore la vita dei cittadini ferraresi». Alla fine neanche l’intervento riepilogativo dell’assessore Coletti e di quello di Fornasini, in difesa di certi criteri, è stato sufficiente per l’opposizione: «Sono abilissimi nel non dare risposte – diceva Maresca (Gam) – ma a tempo debito, sarà nostra forza o dei tribunali, ci verrà data risposta».

Altro fronte caldo è stato quello di mascherine e test sierologici, con il Consiglio che ieri ha approvato la variazione di bilancio con cui la Giunta aveva precedentemente messo in bilancio 35mila euro destinati per l’emergenza da alcune società partecipate.

Fondi che il Comune ha destinato in parte ai test sierologici per i dipendenti comunali più a rischio e in parte all’acquisto di mascherine da un’azienda locale. «Sono certificate?», chiedevano alcuni consiglieri. «Si tratta di protezioni facciali con autocertificazione sulla base del decreto del 17 marzo», è stata la risposta del sindaco. E perché concentrarsi, continuava l’opposizione, per i test rapidi su un laboratorio che peraltro ha costi superiori di altri ferraresi già autorizzati dalla Regione?

«Forse – suggeriva Bertolasi (Pd) – è opportuno fare un bando di evidenza pubblica».

L’accordo unanime

Più concordi le parti sono state sulle delibere che hanno prorogato alla data 15 luglio la scadenza di alcuni pagamenti, la Cosap e la tassa di soggiorno: «Azioni corrette per sostenere le imprese», riconosceva Modonesi. Approvata poi la delibera sul “bonus facciate”dell’assessore Maggi, che predispone una tabella di corrispondenza fra gli strumenti urbanistici nazionali e comunali per aiutare il cittadino a capire se il suo edificio è in un’area soggetta a detrazione in caso di ristrutturazione della facciata; e il debito fuori bilancio di 86 euro a seguito di ricorsi persi davanti al Giudice di Pace. —

Giovanna Corrieri

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