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Mare, le regole promosse dai Lidi: "Le nostre spiagge sono spaziose, con queste linee si può lavorare"

Esultano i titolari dei Bagni del litorale comacchiese, pronti ad aprire. Previsti meno obblighi, pur garantendo la salubrità di tutti gli spazi

LIDI. Aria di vittoria. È quella che si respira sul litorale comacchiese, dove erano attese le linee guida, le regole, le misure e la data per l’avvio della stagione balneare. Appuntamento a lunedì prossimo per i più impazienti, ma soprattutto per l’estate: la stagione è salva. Con regole condivise, a cominciare dagli spazi da riservare per ciascun ombrellone: 12 metri quadri è la scelta finale.

«Queste misure non sono un grosso problema sulle nostre spiagge - illustra Luca Callegarini di Confesercenti -, se non per alcune zone dei Lidi Nazioni, Pomposa e Scacchi. Altrove gli ombrelloni più o meno erano già a quella distanza. Qualcosa di più complesso c’è, ma dalla Regione è arrivata comprensione verso le imprese, non caricandole troppo di adempimenti pesanti».

L’OPERATIVITÀ

Ed è questo che più preoccupava i titolari di stabilimenti balneari: «Non ci sono obblighi particolari, tecnicamente bisogna evitare assembramenti, le file della domenica. Si andrà a modificare l’operatività, c’è chi sta predisponendo un gazebo esterno o il banco bar per regolamentare meglio l’accesso alla spiaggia: si può fare, tanti si sono già attrezzati mettendo il plexiglass davanti alla cassa. Ma tutto è consigliato e auspicabile, non vessatorio. Si parla anche di pulizia e igienizzazione, mentre la sanificazione va fatta solo in presenza di un soggetto covid o periodicamente. Per i bambini il problema c’è, non più di uno su ogni gioco: occorrerà attenzione, i gestori dovranno avere personale, li chiamano steward, ma sono i bagnini che vigileranno».

Gli aspetti sanitari, in sostanza, prevedono controlli solo sui dipendenti: «La temperatura all’ingresso può essere rilevata ma anche autocertificata, nel caso venga rilevato un caso di covid non c’è responsabilità civile o penale del gestore». Ma torniamo dalla parte dei clienti e le attese per un’estate che un po’ diversa lo sarà comunque: «Feste? Non sono vietate, ma consentite se cambierà il quadro normativo nazionale (se riaprono le discoteche...). Non sarà la vacanza con Jovanotti, con tutti assembrati ai mercatini, ma sarà vacanza».

Per chi? Difficile ora dirlo: «La clientela di Piemonte e Lombardia, oltre che per la mobilità interregionale non ancora consentita, sia per i problemi sanitari, sia economici, ancora non prenota la va. Ma arriverà, spero. Come spero - chiosa Callegarini - che arrivino aiuti per affrontare i costi fissi, su cui non abbiamo garanzie: canone demaniale, tassa rifiuti, servizio di salvataggio, se vengono decurtati allora ci possiamo stare dentro, altrimenti qualcuno potrebbe decidere di non aprire. Ci aspettiamo molto dal prossimo decreto».

«CERTEZZE CHE ASPETTAVAMO»

Nicola Ghedini, portavoce dei balneatori Cna e titolare del Bagno Kursaal di Lido Spina, è quasi euforico: «L’Istituto superiore di sanità ha detto 12 metri quadrati per ombrellone, distanza minima tre metri, e per il distanziamento minimo sotto ogni ombrellone non più di due lettini: finalmente abbiamo le misure e possiamo partire».

Sgombra il campo da equivoci, per prima cosa, Ghedini, dopo che da Rimini e dalla Liguria rimbalzavano notizie diverse, 5 metri per 4 da dedicare a ciascun ombrellone, con il governatore Toti subito a precisare che le indicazioni dell’Inail non sono legge. L’Emilia Romagna, comunque, ha deciso ieri pomeriggio, in un’affollata videoconferenza con tutte le parti in causa collegate, affrontando anche la questione ristorazione e bar, che pure coinvolge anche gli stabilimenti balneari, che a loro volta avranno «due protocolli distinti ma molto simili, con il distanziamento interpersonale di un metro e i nuclei familiari che potranno mangiare allo stesso tavolo. Entro sabato - chiude la partita Ghedini - saranno firmati tutti».

Possiamo tornare a parlare di spiagge e di quello che sarà possibile fare da lunedì: «Tanti stabilimenti si sono già attrezzati e possono essere subito operativi, qualcuno si muoverà adesso che ha le linee guida su cui regolarsi, che saranno nei protocolli e che andranno rispettati in maniera rigida, altrimenti non abbiamo capito niente di questi due mesi e mezzo di lockdown». Poi, anche Ghedini guarda all’immediato: «Siamo ancora nel periodo dell’elioterapia, si dà il tempo di attrezzare la spiaggia, ma mettendo a disposizione i lettini: vanno a un metro e mezzo gli uni dagli altri, poi se marito e moglie li avvicinano, non ne sono responsabile, comunque nelle direttive si parla di distanziamento fra non nuclei familiari».

E le attività sportive? «Per le piscine siamo in attesa, è aspetto legato alle decisioni del Coni, come per beach tennis e beach volley. Ufficiosamente, si parla di partite di beach tennis solo uno contro uno, per il beach volley la vedo difficile». E l’accesso a battigia e mare? «Tutto tranquillo: ci sarà un incontro sul salvamento, i bagnini avranno protocolli importanti, anche delicati, ma il bagno sarà consentito senza limitazioni, come spostarsi da uno stabilimento all’altro, mentre l’accesso al mare per chi non è cliente sarà a discrezione dello stabilimento, quindi tutti diranno di sì». —

Sergio Armanino

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