Lidi, la ripartenza è un rebus. Tra Regione e Inail c’è un abisso: a rischio metà ombrelloni

Gli stabilimenti riaprono lunedì per l’elioterapia, tuffi in acqua rinviati. Sull’arenile con il metro in mano e un orecchio alle decisioni da Roma 

COMACCHIO. Il 18 maggio gli stabilimenti balneari dei sette Lidi di Comacchio riapriranno. Lo hanno annunciato le associazioni di categoria e i consorzi dopo un lungo confronto. Che siano pronti o meno, poco importa: da lunedì la stagione riparte, seppure solo con l’elioterapia, e ognuno poi toglierà il nastro bianco e rosso quando sarà realmente pronto. Per il resto sono ore difficili per i balneari, cariche di paure ed incertezze dettate da una burocrazia ingarbugliata e da indicazioni che fanno a pugni. L’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini aveva annunciato la possibilità di far slittare tutto al 25 proprio per dare più tempo ma a quanto pare non c’è mai stato nulla di ufficiale, solo ipotesi legate ad una situazione estremamente delicata che si è venuta a creare negli ultimi giorni e che riguarda le linee guida di Regione e il protocollo di Inail e Iss (Istituto superiore sanità).

COSA SUCCEDE


Mentre l’Emilia Romagna rendeva noti i suoi criteri, Inail e Iss hanno pubblicato un documento tecnico sulle spiagge che ha fatto balzare sulla sedia, già molto scomoda, i titolari dei Bagni. Lo studio infatti comprende un’analisi del rischio che comporta la riapertura degli stabilimenti balneari e delinea criteri per contenere il pericolo di contagio sulle spiagge italiane più pesanti di quelli della Regione.



I problemi principali sono al momento due: le distanze tra ombrellone e ombrellone e il servizio di salvataggio. Per la Regione sono sufficienti 12 metri quadrati a ombrellone (tre metri tra ombrelloni della stessa fila e quattro da una fila all’altra), mentre l’Inail ha disegnato scacchi di 5 metri per 4,5, che in metri quadrati fa 22,5, quasi il doppio. Detto in altre parole: circa la metà degli ombrelloni su una stessa superficie. In spiagge piccole come quelle dei Lidi nord aprire diventa davvero impresa ardua.

Ma chi decide? In pratica adesso è tutto nelle mani del governo, che dovrà valutare sia l’indicazione dell’Inail che le linee guida della Regione, scegliere l’una o l’altra o una soluzione intermedia. I sindaci dei Comuni interessati hanno chiesto alla regione Emilia Romagna di far valere la propria posizione.


LE PAURE

«Se le linee guida Inail fossero così rigorose che per un esercente, un barista, un ristoratore, un gestore di stabilimento balneare, diventa praticamente impossibile aprire, è chiaro che la dicotomia tra la possibilità di apertura e quello che si deve osservare sarebbe un bel problema», ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. «Mi auguro che si possa davvero ripartire – ha argomentato –: arriveranno un po’ tardi le linee guida Inail, nel senso che avranno fatto un gran lavoro e non è facile affrontare una cosa del genere inedita per tutti. Se il 18 si potrà ripartire avremo poche ore pochi giorni. Per questo – ha concluso – in Emilia-Romagna ci siamo messi avanti augurandoci che le linee guida Inail non cozzino troppo con le regole che noi ci siamo dati. Il 18 è molto vicino». «Tutto questo è estenuante - dicono dalla spiaggia - ognuno va avanti per conto suo, è pazzesco e noi non riusciamo a lavorare».


LE ALTRE REGOLE

Oltre alle distanze, il protocollo regionale per la stagione balneare in sicurezza prevede anche steward appositamente formati per accompagnare gli ospiti all’ombrellone o al lettino, pasti ordinati attraverso un servizio di delivery con consegna per la consumazione all’ombrellone-lettino, oppure in aree ristorazione in grado di garantire il distanziamento sociale, aree giochi per bambini delimitate e con un numero massimo di presenze consentite, servizi igienici, docce e cabine pulite e disinfettate ogni giorno e ad ogni cambio di clientela. E ancora spiagge libere con la possibilità, da parte dei Comuni, di prevedere accessi contingentati. —

Annarita Bova

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