Ferrara. Azzerati Carife all’ultima chiamata. Quota 28mila è lontana

Le domande sono 12mila e il termine resterà quasi certamente il 18 giugno. La certificazione dell’Agenzia delle entrate rallenta la liquidazione dei rimborsi 

FERRARA. Niente proroghe al 30 settembre per presentare le domande, niente acconto del 40%. Inizia il conto alla rovescia per la scadenza del 18 giugno, data ultima per i risparmiatori azzerati della ex Carife per presentare le richieste di rimborso al Fondo indennizzo risparmiatori (Fir), quello dei ristori del 30% con tetto di centomila euro. Ma le domande già presentate sono circa 12mila ed è ormai difficile che si avvicini il tetto potenziale dei 28mila quesiti.

Le novità e il quadro


La novità, che in realtà non preoccupa più di tanto le rappresentanze ferraresi degli ex correntisti Carife, è giunta con l’eliminazione dell’introduzione di correzioni con gli emendamenti presentati alla Camera nella conversione del decreto “liquidità” e poi con il decreto “rilancio”. Emendamenti dichiarati inammissibili dal presidente della commissione Finanze perché incompatibili con il tema del decreto. Così però resta impraticabile la possibilità di accedere all’anticipo del 40% del rimborso del 30%.

Lo si era pensato per dare subito parte dei rimborsi senza attendere le verifiche dell’Agenzia delle entrate sui dati dichiarati nelle domande: Consap, infatti, senza una manleva esplicita sui rischi di danno erariale per pagamenti avvenuti su dati dichiarati falsi dai controlli successivi, non liquida i rimborsi e l’ulteriore proroga era pensata per permettere ai correntisti di poter aver maggior tempo per interloquire con le proprie banche in questo periodo di difficoltà dovuto al lock down.

Solo a Ferrara sono circa 12mila le domande di indennizzo già inoltrate al Fondo su un totale di possibili richiedenti che si assesta attorno ai 28mila. In totale si parla di 92mila istanze.

Le reazioni

«Il rischio era attendere lo stesso tempo per avere solo parte del rimborso – spiega Katia Foregatti (Azzerati) – l’anticipo è quasi una miseria, mentre rischia di ritardare i tempi del rimborso completo. Abbiamo accettato nostro malgrado la data del 18 giugno ma chiediamo di accelerare, quando sarà attuabile, i controlli dei rimborsi. Noi ci atteniamo strettamente alle norme che prevedevano una corsia preferenziale per quei richiedenti che presentavano tutte le caratteristiche in regola: rimborso entro i 50mila euro, il tetto dei 35mila euro di reddito e i 100mila di valore immobiliare». L’urgenza resta invariata. «Siamo contrari ad altre proroghe, perché Consap deve concludere il suo lavoro entro il 2021. Dopo la data del 18 giugno – sottolinea Foregatti – ricominceremo a sollecitare il mondo della politica, ed in modo particolare chiediamo al governatore Stefano Bonaccini di farsi carico di questo impegno».

Di tono opposto invece le dichiarazioni di Milena Zaggia (Risparmiatori traditi) che prevede tempi ancora più lunghi per gli indennizzi se tutte le domande dovranno essere controllate dall’Agenzia Entrate.

Roberto Zapparoli, Presidente di Federconsumatori, sottolinea che non vi sono cambiamenti preoccupanti. «È chiaro – spiega Zapparoli – che la data del 18 giugno si sta avvicinando ed è indispensabile sollecitare chi non ha ancora aderito in modo da recuperarli già dalla prossima settimana nonostante le limitazioni coronavirus». –

Lauro Casoni

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