Ombrelloni e lettini spuntano in spiaggia. I balneari decisi a riaprire lunedì

A Estensi e Spina distanze più ampie rispetto al protocollo. Dove c’è meno spazio ci si sistema in dodici metri quadrati

Coronavirus, lidi deserti ma non immobili: operatori al lavoro per l'estate

LIDI. Ieri (14 maggio), mentre Regioni e Governo erano intenti a discutere sulle linee da seguire per garantire la sicurezza in spiaggia, i gestori degli stabilimenti balneari hanno iniziato a piantare gli ombrelloni.

Da Spina a Lido Volano i balneari stanno lavorando senza sosta perché lunedì vogliono aprire la spiaggia. Si dovrà poi aspettare almeno fino al 25 per andare a pieno regime ma nulla li ferma più. E sulla questione distanze ognuno, alla fine, ha fatto come ha potuto mantenendo come punto di riferimento quanto dettato dalla Regione e creando così un’area di dodici metri quadrati per ciascun ombrellone (4x3), mentre coloro che hanno concessioni molto grandi come a Estensi e Spina hanno preferito restare più larghi arrivando in molti casi a quanto dettato dall’Inail con un’area di 22, 5 metri quadrati (5x4, 5).

«Ci siamo messi al lavoro, certamente. Cosa dobbiamo aspettare ancora? In tutti questi mesi non hanno saputo dirci nulla, siamo rimasti ad aspettare e appena sembrava tutto sbloccato eccoli di nuovo a discutere».



Dubbi su dubbi

Il punto, in estrema sintesi, è che nei giorni scorsi l’Inail ha prodotto un documento che per molti principi è simile a quello della Regione ma che prevede distanziamenti più ampi e che in diversi punti è più stringente e restrittivo. Stabilimenti aperti con entrata su prenotazione “preferibilmente obbligatoria”. Prevista la distanza minima tra le file degli ombrelloni di cinque metri, di 4, 5 metri sulla stessa fila. Sdraio e lettini dovranno essere distanti di almeno due metri e le distanze potranno “essere derogate per i soli membri del medesimo nucleo familiare o co-abitante”. Per lettini non posizionati sotto l’ombrellone dovrà essere garantita la distanza di almeno due metri.

«Il risultato di tutto questo – continuano dalla spiaggia – è che chi può perché ha concessioni molto grandi si mette dalla parte più sicura, così nessuno dirà mai nulla. E chi non può si attiene a quello che dice la Regione, con la speranza di essere davvero tutelati». La preoccupazione è infatti quella di non essere coperti nel caso si ammalino clienti o dipendenti.

Come ci si organizza

«Vogliamo che le nostre spoagge siano sicure, che chi sceglie di passare le vacanze i Lidi possa stare tranquillo, e così sarà. Il punto è che la nostra categoria ancora una volta non viene presa in considerazione nella giusta maniera perché un conto è aprire sì in difficoltà ma lavorare con cento ombrelloni e un altro è partire in ginocchio ed essere poi obbligati ad andare avanti con la metà dei clienti, se va bene». E c’è anche chi annuncia che se non potrà mettere un numero sufficiente di ombrelloni e lettini, molto probabilmente non aprirà: «Facciamo prima a tenere solo il ristorante e mettere tavoli fino a dove possiamo – dicono da Lido Nazioni –, i costi della spiaggia non riusciamo a sostenerli».

L’organizzazione

Bene si starà bene. Gli ombrelloni sono distanti, i passaggi molto ampi e anche i lettini non saranno uno sull’altro come accade nei momenti di maggiore affollamento. Ma c’è anche da pensare che i costi per i titolari dei Bagni saranno molto più alti con meno clienti, e questo potrebbe anche comportare un aumento dei prezzi della spiaggia. «Non abbiamo ancora avuto indicazioni su come muoverci ma certamente tutto dipenderà dal numero di ombrelloni che potremo piantare. Se saranno 12 metri quadri si potrà anche ragionare sul tenere tutto come gli anni passati, consapevoli anche del momento di crisi». —

Annarita Bova

© RIPRODUZIONE RISERVATA