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Rumori, cani, coppie ko: nervi tesi in quarantena

Dall’isolamento alle carte bollate: le liti esplose nel Ferrarese durante il lockdown. Il turnista che non può dormire, il fumo del sigaro che infastidisce i vicini

FERRARA. “Vivere in condominio” cantava l’indimenticato Alfio Finetti, mettendo in musica un esilarante campionario di inconvenienti tra inquilini. Oggi potrebbe reinventarsi la cover “Vivere in quarantena”, perché, convivenza forzata, telelavoro, ritmi e orari stravolti dall’emergenza sanitaria stanno mettendo a dura prova la tenuta dei nervi, fatto emergere nuove situazioni di conflitto ed esasperato quelle esistenti.

Ne sa qualcosa l’avvocato Gianni Ricciuti che, sempre presente (da solo) nel suo studio legale, negli ultimi tre mesi ha intercettato questo disagio, raccogliendo uno spaccato di varia umanità .


«Non sono un sociologo - premette - e non pretendo di fornire una lettura in questo senso dei casi, peraltro ancora a uno stadio “larvale”, ma durante lo stop dell’attività giudiziaria sono arrivate richieste legate all’insofferenza generata dal dover restare a casa».

È di sicuro legato all’emergenza Covid il primo filone di casi, le opposizioni all’articolo 650 del codice penale (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità), reato in cui sono incappati tutti quelli pescati in giro senza giustificazione, comportamento poi depenalizzato e punito con la sanzione amministrativa.

A protestare sono stati «un uomo che stava accompagnando in stazione la compagna, asserendo che si trattava di uno spostamento giustificato, ma si è preso la multa. Un altro era uscito durante il fine settimana perché avrebbe dovuto fare manutenzione a una tubatura realizzata con un materiale che, a suo dire, necessita di un trattamento puntuale. Poi c’è il ragazzo che era andato a trovare la fidanzatina e un runner professionista che stava correndo a chilometri di distanza dalla sua abitazione».

Coppie ai ferri corti

Ma i guai, oltre che fuori casa, scoppiano tra le mura. Coppie già sull’orlo della crisi sono capitolate durante il lockdown: «La moglie impegnata con il telelavoro mentre il marito che chiede dove sono i calzini, i bimbi che piangono, gli animali domestici da accudire: non è facile far quadrare tutto quando già ci sono delle crepe». E allora si cerca l’avvocato: per considerare l’eventualità di una separazione, nel caso di tre coppie, o per passare alle vie di fatto, come quella moglie che, non potendone più, ha piantato in asso il coniuge portandosi via anche i mobili».

Il filone più ricco, però, riguarda le liti di vicinato, con problemi emersi proprio per l’insolita permanenza in casa. Così il turnista che deve dormire di giorno si è accorto di quanto sono rumorosi quelli del piano di sopra quando non devono andare a lavorare. Non muoversi da casa ha reso altri consapevoli che il cane del vicino abbaia di continuo, e se dopo le proteste la ruota della bicicletta è stata trovata bucata, è facile pensar male.

Sigari e lavatrici sotto accusa

Un signore ha poi chiamato il legale per sapere se aveva il diritto di fumare in santa pace in giardino, visto che il fumo entrato da una finestra aperta aveva scatenato le ire della vicina. Alla sbarra anche gli elettrodomestici messi in moto in orari serali (ma non solo), che fanno vibrare i muri dell’appartamento confinante. Per non parlare dell’inquilino intraprendente che, infastidito dagli schiamazzi, ha tappezzato il palazzo di volantini lamentosi, attirandosi gli strali degli altri condòmini che lo accusano di aver scavalcato l’amministratore. In tutti i casi, conclude Ricciuti, «cercherò di far ragionare i contendenti. La normalità potrebbe ridimensionare molti contrasti: proviamo a far prevalere il buonsenso sul codice civile e penale». —

Alessandra Mura

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