Ferrara, positivo in ortopedia al Sant'Anna

Tampone a un paziente dopo cinque giorni di febbre: screening al personale. Comunicato un decesso di aprile

FERRARA. Il coronavirus ha trovato la strada per arrivare in un reparto non Covid dell’ospedale Sant’Anna di Cona. La scoperta di una paziente positiva al virus risale a venerdì 15 maggio, e ha messo in fibrillazione il personale che ora dovrà essere sottoposto ai necessari accertamenti per scongiurare eventuali contagi. Ad aver contratto l’infezione, una signora ultraottantenne, ricoverata l’8 maggio scorso per una frattura al femore. L’anziana (che, è bene precisarlo, non proviene da una struttura protetta) era stata sottoposta alla normale routine preoperatoria, e dai riscontri non era evidentemente emersa la necessità di eseguire un test sierologico prima dell’ingresso in reparto.

Due giorni dopo è insorta la febbre, che inizialmente è stata considerata solo una reazione post-intervento. Solo cinque giorni dopo, visto che la temperatura non si abbassava, ed è stato disposto il tampone che ha dato esito positivo al virus. La signora è stata trasferita la sera stessa in un reparto Covid, e la sua stanza è stata sanificata. Ma nel frattempo era rimasta per cinque giorni ricoverata in un’area “free” a contatto con gli operatori sanitari, ora in comprensibile apprensione. Come da protocollo, è stata stilata una lista di tutto il personale che è stato a contatto con la paziente Covid, compresi i professionisti impegnati in sala operatoria e nella successiva fisioterapia.


LO SCREENING

L’elenco è stato inviato alla Medicina del Lavoro per la valutazione dello screening epidemiologico. Gli operatori lavorano con guanti e mascherine, ma in un reparto “calibrato” per essere Covid free e per trattare pazienti non contagiati. Non è la prima volta, peraltro, che il personale è stato esposto al rischio di contagio da coronavirus: anche a Pasqua era stato eseguito uno screening dopo che alcuni erano venuti a contatto con un paziente positivo.



Al momento nel reparto di Ortopedia è ricoverata una trentina di pazienti, ma in assenza di contatti a rischio per loro non è previsto il tampone. Lo screening sugli operatori, invece, è destinato a coinvolgere gran parte del personale: l’organizzazione dell’attività, infatti, prevede che tutti gli operatori presenti entrino a ogni turno in tutte le stanze, mentre una modulazione in piccole equipe separate, è la sottolineatura, risulterebbe più efficace per contenere la diffusione del virus se un paziente dovesse malauguratamente, come è poi successo, risultare positivo.

LUTTO A TERRE DEL RENO

Ma c’è purtroppo da registrare un’altra vittima del coronavirus nel Ferrarese, anche se la conferma della presenza dell’infezione è arrivata molti giorni dopo il decesso. Si tratta di una signora di 80 anni residente a Terre del Reno, deceduta il 24 aprile all’ospedale Santissima Annunziata di Cento, dove era stata ricoverata come paziente non Covid e solo successivamente sottoposta a tampone. L’esito dell’accertamento è arrivato parecchi giorni dopo la morte, ed è stato registrato soltanto ieri nell’ambito dei controlli sulla documentazione relativa ai decessi. Sale dunque a 153 il numero totale delle vittime ferraresi dall’inizio della pandemia.

DUE NUOVI POSITIVI

Il dato sui nuovi positivi diffuso ieri alle 18 conferma però che il contagio è in frenata: solo due i nuovi malati registrati nella nostra provincia (973 dall’inizio dell’emergenza sanitaria), ma altre 18 persone hanno manifestato sintomi sospetti: per tredici è stato disposto il ricovero a Cona e a Lagosanto, altri due (entrambi centesi) sono ricoverati a Cento e gli ultimi tre, residenti ad Argenta, Portomaggiore e Goro , sono ricoverati all’ospedale di Argenta. In tutto, si attende l’esito di 114 tamponi. Sul fronte delle quarantene, 19 persone sono entrate in isolamento domiciliare, e per una è stata disposta la sorveglianza telefonica, mentre per 41 è finito il periodo di osservazione. —

Alessandra Mura

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