Cinema, riapertura difficile a Ferrara e provincia: i gestori valutano costi e benefici

Protti: la possibilità di partire dal 15 giugno si scontra con le incertezze della programmazione  

FERRARA. È stata una vera sorpresa per tutti quelli che ruotano attorno alla filiera del mondo cinematografico e in particolare per gli esercenti. La decisione del Governo di dare il via libera alle proiezioni cinematografiche e gli spettacoli teatrali ha spiazzato un ambiente duramente provato dalla chiusura dell’attività, che tra l’altro si protrae, ed è un record, da lunedì 24 febbraio. Si attendeva visto il decorso della pandemia un’apertura per fine agosto, giusto il tempo della mostra di Venezia, ma a quanto pare si è voluto dare la possibilità di sfruttare i mesi estivi, magari dando spazio anche alle attività delle arene cinematografiche all’aperto.

Il rebus programmazione


Ma invece di stappare la bottiglia, gli esercenti stanno valutando costi e benefici di avviare un’attività in piena estate tra l’altro ricca di incognite. E a spiegare il perché ci pensa Erik Protti che nella provincia ferrarese gestisce tre importanti multisale come Cento, Porto Garibaldi e lo storico Apollo, che il prossimo anno compirà 100 anni di vita.

«È vero che abbiamo quasi un mese di tempo per preparare una riapertura che non era prevista - dichiara Protti - ma occorre verificare per prima cosa che tipo di programmazione potremo contare nei mesi estivi, se ci saranno cioè film in grado di catturare l’attenzione del pubblico. Non dimentichiamo che i grandi film che sono slittati sono stati tutti rinviati in autunno e resta un bel punto interrogativo sulla distribuzione. Oltre a questo bisogna conoscere bene ancora i protocolli sanitari. Capire se ci saranno vincoli con l’aria condizionata e tutta una serie di norme che ancora dobbiamo apprendere. Resta un rebus e vedremo solo tra qualche settimana se ci saranno le condizioni per riaprire».

Problemi oggettivi

Il ferrarese Bobo Roversi, presidente nazionale di Arci Ucca, profondo conoscitore del mercato cinematografico e dei suoi meccanismi, risulta perplesso sulla possibilità di avviare senza oggettive difficoltà in piena estate l’attività cinematografica dopo la lunga pausa della pandemia.

«Si prospetta una scelta molto difficile per i gestori cinematografici – sostiene Roversi – sia per i multiplex e le monosale che per chi deve allestire un’area estiva per il cinema all’aperto. Al netto dei problemi derivanti dalle prescrizioni sanitarie cui ci si dovrà giustamente attenere, esiste una questione di sostenibilità. Da una parte si profila un aumento importante dei costi di gestione: per quanto non siano ancora disponibili linee-guida e protocolli, occorre mettere in conto le maggiori spese derivanti dai processi di sanificazione degli ambienti, dei dispositivi sanitari, l’incognita sulla possibilità o meno di somministrare alimenti e bevande, l’obbligo della vendita dei biglietti online per evitare la carta. Dall’altra, il distanziamento, che determinerà il calo dei posti disponibili alla metà, se non ad un terzo, e la quasi totale mancanza di prodotto recente lasciano realisticamente presagire minori ricavi. In definitiva, mi sembra che gli esercenti che decideranno di riprendere l’attività prima dell’autunno inoltrato si accolleranno un rischio molto, molto elevato». —

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