«Donna positiva in stanza con me, in quarantena per colpa del Sant'Anna»

Operata in Ortopedia a Ferrara e dimessa, ora deve essere medicata: «Ma non c’è ambulanza per portarmi a Cona, mi sento un’appestata» 

FERRARA. «Non sto bene per i postumi dell’intervento al ginocchio dopo una caduta; per il resto non ho sintomi da Covid 19, sono in quarantena a casa con mia figlia dopo esser stata dimessa dalla Ortopedia del S.Anna a Ferrara, dove ero in stanza con una anziana, poi trovata positiva»: alla signora D. tutto è successo la settimana scorsa e adesso, come dice lei «sono quasi come una appestata, perchè domani (oggi, ndr) debbo andare a fare la medicazione post operatoria ma nessuno mi vuole portare in ambulanza in ospedale. Tutti mi rispondono “Ci dispiace signora, non siamo equipaggiati per il contenimento da virus”».

E allora? «Io mi chiedo - si appella la signora D. - visto che il reparto di Ortopedia del Sant’Anna mi ha creato questo problema, non dovrebbero risolverlo loro? Io non so più a chi rivolgermi».



In attesa di una soluzione, rivediamo la settimana scorsa: la signora D. viene ricoverata in Ortopedia per un intervento al ginocchio e nella stanza in cui è ospitata c’è un’altra anziana, operata al femore, entrata l’8 maggio: «due giorni prima di me, la stanza era ampia, ero lontana dalla signora, eravamo solo in due», precisa. Tutto va bene, intervento e post, «il 13 maggio vengo dimessa e vado a casa». «Anche se - ricorda la paziente - io chiedevo ai sanitari perchè l’anziana in stanza con me avesse sempre la febbre alta, il perchè delle trasfusioni che le facevano e mi davano risposte rassicuranti». Una volta a casa, dopo due giorni, il 15 maggio, il tampone sulla anziana in stanza con lei fatto al S.Anna è positivo. Scatta l’allarme: «Mi hanno chiamata venerdì notte, dicendomi che quella signora era positiva e che dovevo mettermi in quarantena, a casa: non vi dico il mio stato d’animo, mi fa davvero star male, non capisco e non riesco a capacitarmi».

Prima di tutto questo, la signora D. aveva già prenotato l’ambulanza («come quella che avevo chiamato per tornare a casa e che mi sono pagata non potendo viaggiare in auto») per la prima medicazione postoperatoria fissata per questa mattina, nell’ambulatorio di Ortopedia: «Poi ho chiamato i gestori delle ambulanze informando che sono in quarantena e mi hanno detto che non potevano trasferirmi da casa a Cona perchè non attrezzati e nemmeno il 118 può farlo perchè è un servizio di emergenza». E dire che la medicazione è importante, la prima dopo l’operazione: «Vorrà dire che salterà, non ho altro mezzo per andare in ospedale e non so proprio cosa fare: e non ho nessuno che mi porti a fare la medicazione perchè sono diventata una appestata». «Il reparto?Ho chiamato Ortopedia facendo presente il problema ma mi hanno detto che se vado là me la fanno, altrimenti non è possibile: e dire che sto andando avanti con ansiolitici, non so se sono i farmaci o la rassegnazione a farmi star calma». —

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