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Ferraresi frontalieri degli affetti: in vista il via libera per passare in Veneto, Lombardia vietata

La campagna portata avanti dalla Nuova Ferrara. L’ordinanza Bonaccini apre agli accordi regionali per superare i confini 

FERRARA. L’attesa dei frontalieri degli affetti è (quasi) finita. Il nuovo decreto del governatore Bonaccini, emesso ieri nel tardo pomeriggio, offre una soluzione ai problemi segnalati più volte dalla Nuova Ferrara che ne ha fatto una propria campagna di questo difficile periodo ed equivale ad un sostanziale via libera per andare ad abbracciare i parenti a Santa Maria Maddalena o Ariano Polesine, e viceversa, anche se manca ancora il bollo. Si tratta quindi di attendere presumibilmente qualche ora, il tempo di mettere giù per iscritto l’accordo tra Regione Veneto e Regione Emilia Romagna grosso modo già esistente, anche se ieri sera mancavano particolari non trascurabili: tipo a chi concedere il via libera, a tutti o più probabilmente solo ai congiunti. Resta un grosso punto interrogativo sugli affetti mantovano-estensi, in quanto l’Emilia e la Lombardia non sembrano avere al momento in agenda lo sblocco dei frontalieri sul confine Bondeno-Sermide/Felonica.

Cosa c’è scritto


Il passaggio del decreto che interessa i tanti frontalieri ferraresi del Po recita: «A decorrere dal 18 maggio, previa comunicazione congiunta da parte dei Presidenti delle Regioni, dei Presidenti delle Province o dei Sindaci dei Comuni tra loro confinanti ai Prefetti competenti, è ammesso lo spostamento anche al di fuori della regione Emilia Romagna, nei limiti della provincia o del comune confinante, da parte dei residenti in province o comuni allocati al confine tra Emilia-Romagna e altre Regioni». Quindi la strada maestra per riprendere il transito con Veneto e Lombardia è l’accordo tra Regioni, e basta al proposito una semplice dichiarazione congiunta ai Prefetti; ma si possono attiva anche le Province o addirittura i sindaci interessati, anche se, è sottinteso, serve comunque un’analoga deliberazione veneta o lombarda.

Il Po si restringe

Nei giorni scorsi l’assessore regionale rodigino, Cristiano Corazzari, aveva detto che il Veneto si era speso per l’accordo con l’Emilia, ma ancora non era arrivata la risposta di Bonaccini. «Credo che il problema sia nella curva di contagi considerata ancora elevata in Emilia - ragionava nel pomeriggio Sondra Coizzi, sindaco di Occhiobello - Personalmente sono pronta a ogni tipo di mossa per sbloccare la circolazione tra Santa Maria e Pontelagoscuro».

In seguito è arrivata appunto l’ordinanza che spiana la strada all’accordo tra Regioni, atteso per oggi o al massimo domani. Quindi stamattina ponte ancora chiuso, in attesa appunto delle limature sulla lettera Bonaccini–Zaia. In Regione Emilia ieri si ipotizzava un irrigidimento veneto sulla tipologia dei contatti da consentire, limitandoli ai soli congiunti, mentre sulla riva destra del Po si accreditano come più elastici su questo punto. Non basterebbe, nel caso, la volontà di presidenti di Provincia o sindaci ad allargare il dettato regionale. Resterà in ogni caso da capire quale definizione di “congiunti” s’intenderà eventualmente adottare. Altro nodo da sciogliere: ci si potrà muovere in ambito provinciale o solo tra Comuni confinanti? L’orientamento emiliano è per la prima ipotesi.

La linea del fronte

Si preannuncia ancora invalicabile, se non per i soliti motivi di lavoro e le urgenze, il confine tra il Ferrarese e il Mantovano. In Regione l’unico “fronte” aperto per un accordo imminente è quello tosco-emiliano, lungo il crinale appenninico, mentre non risultano interlocuzioni con la Lombardia per il lungo confine che tocca cinque province. Possibile che l’andamento dei contagi lombardi consigli prudenza, da ambo le parti, e certo la questione è addirittura rovente nell’Alta Emilia.

Certo è che a Bondeno si attendeva con impazienza la mossa di Bonaccini e una certa delusione filtra, anche perché non sono indicate date per una revisione delle misure. I casi del forno più vicino a Stellata che si trova nella mantovana Quattrelle, e viceversa per il supermercato; o delle famiglie di Pilastri divise a metà dal confine lombardo, sono destinati a rimanere aperti ancora per un po’ di tempo. —

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