Contenuto riservato agli abbonati

Ferrara, il Covid colpisce duro in centro. Chi apre e chi chiude: «Ora bando impresa»

L’assessore Angela Travagli fa il punto sulla ripartenza del commercio. Il Comune sta valutando le situazioni più delicate di viabilità e sicurezza 

FERRARA. C’è chi ha riaperto la propria attività al primo momento possibile, lunedì mattina, chi lo ha fatto ieri e chi lo farà oggi o comunque nel weekend. E chi, invece, va verso la chiusura, offrendo sconti alla clientela. Ma ci sono pure vetrine vuote e saracinesche abbassate in via definitiva. La crisi economica innescata dalla pandemia e relativo lockdown ha visto il tessuto del commercio al dettaglio di Ferrara reagire in modo variegato, quasi sempre con sofferenza: qualcuno si è arreso, qualcun altro arranca, sperando in tempi migliori e aiuti che tardano ad arrivare.

IN RITARDO

Qualcuno, dicevamo, è in ritardo di qualche giorno rispetto al via libera del 18 maggio: la pulizia dei locali si è protratta oltre il previsto, anche perché si sono liberati più spazi possibili, per poi accatastarvi tutto il superfluo e poter ospitare il maggior numero di clienti nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale. Oppure manca ancora qualche dispositivo obbligatorio, o qualche prodotto che adesso si paga a peso d’oro. Un esempio banale eppure significativo: set da 30 confezioni monouso di sale, pepe, olio e aceto, costo all’ingrosso 20 euro. Per non dire dei prezzi dei guanti monouso, schizzati alle stelle, sempre che si trovino.

Ferrara riapre i negozi, in via Mazzini scatta l'applauso



In questo quadro, poi, s’inseriscono i problemi di liquidità, i famosi prestiti a tasso agevolato che arrivano, quando arrivano, non proprio celermente e non senza adempimenti burocratici. Situazioni che a Ferrara sono all’ordine del giorno. Il Comune ha mosso e sta muovendo i suoi passi per dare supporto alle attività commerciali: il punto lo facciamo con l’assessore competente, Angela Travagli. «L’emergenza ha impattato su una città che arrancava già prima - analizza Travagli -, sconteremo questo grosso problema, anche sull’occupazione, sebbene ora viga il divieto di licenziamento. Stiamo facendo di tutto per andare incontro alle attività: stiamo preparando il bando imprese, abbiamo sospeso i canoni di locazione per gli immobili comunali, abbiamo reso disponibile l’ampliamento delle distese... Facciamo il possibile, anche perché con il decreto rilancio del governo, che per altro deve ancora essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, non sembra arrivino grandi risorse... E lo facciamo perché Ferrara, vivendo prevalentemente di turismo, pagherà questa crisi più di altre realtà».

Coronavirus, ristoranti pronti a ripartire: ecco come sarà la cena fuori



VELOCITA'

I tempi sono stretti e la tempestività è un fattore decisivo dopo due mesi di chiusura totale: «Cercheremo di andare incontro il più possibile alle imprese per farle ripartire - riprende l’assessore -, certo senza liquidità e con poche garanzie, le aziende più piccole immagino già abbiano subìto battute d’arresto». Nel mondo della ristorazione quello dell’ampliamento delle distese è un provvedimento molto atteso: «Sono circa 200 quelle già in concessione, ma si possono anche chiedere ex novo o temporanee, sempre in funzione della fase 2. Abbiamo istituito un canale preferenziale, dopo esserci riuniti con associazioni di categoria, professionisti e operatori di settore, per far presentare le domande attraverso pec e con un piccolo schema, un iter senza lungaggini per presentare gli ampliamenti laddove possibili in sicurezza e consentendo la viabilità», spiega Travagli.

Ferrara riparte, subito parrucchieri all'opera



E le pedonalizzazioni annunciate dal sindaco? Non è tutto così semplice: «La questione è allo studio. In via Carlo Mayr passano i mezzi, bisogna approfondire: al tavolo ci sono i settori viabilità e attività produttive, quelli che si stanno adoperando maggiormente. È già stata fatta una prima mappatura per vedere se c’è la possibilità di conceder spazi, ma viabilità, sicurezza e accessibilità sono cardini da cui non si può prescindere. Di certo l’ampliamento sarà senza Cosap, gratuito. Le distese in piazza Verdi? La piazza non è adiacente alle attività, bisogna attraversare la strada: si stanno cercando soluzioni che non compromettano la sicurezza di cittadini e lavoratori, stiamo valutando. Intanto questa settimana stanno arrivando le domande per gli ampliamenti: quelli che si potranno concedere senza problemi, li daremo, su altri si ragionerà». —