Povertà da Covid, duemila ferraresi seguiti da Caritas: aiuti raddoppiati

L’ente diocesano non si è mai fermato durante il lockdown. Cig e sussidi a passo lento, intervengono gli operatori

FERRARA. Immaginando l’economia come un organismo malato, la Caritas oggi sta funzionando da linfonodo sentinella. Lo specchio, e il termometro, degli effetti sociali della pandemia si trovano a Ferrara in via Brasavola, dove durante tutto il lockdown l’attività degli operatori non si è mai fermata, anzi si è intensificata in parte per la necessaria rinuncia all’impiego dei volontari (per lo più over 65 e dunque particolarmente a rischio), ma soprattutto per il progressivo aumento di richieste da parte di famiglie precipitate in poche settimane nel baratro delle nuove povertà.

La platea delle persone assistite dall’ente diocesano in questo tempo relativamente breve è raddoppiata: «Prima di questa crisi seguivamo un migliaio di persone, per 470 famiglie. Oggi il numero di famiglie bisognose è salito a un migliaio, per circa duemila persone coinvolte», sintetizza il direttore Paolo Falaguasta. A bussare alla porta della Caritas sono persone che fino a poche settimane fa non erano mai state afferrate dall’indigenza, protette da una tranquillità economica che la crisi ha spazzato via. «Alla mensa - spiega Falaguasta - continuano a rivolgersi coloro che assistiamo abitualmente, e che vanno avanti in una logica di sopravvivenza, cercando un pasto caldo per andare avanti alla giornata. A questo nucleo si è affiancato, sempre più numeroso, quello di coloro che non stanno lavorando e non percepiscono né lo stipendio né, per vari motivi, gli ammortizzatori sociali».



SPESA, AFFITTI, BOLLETTE

Cassa integrazione e altre agevolazioni marciano a velocità ridotta, mentre la necessità avanza a lunghi passi. Questa sacca di nuove povertà, prosegue il direttore della Caritas, è abitata «in pari misura da italiani e da stranieri. Chi ha maggiori problemi sono quelli che hanno una famiglia e che prima possedevano una stabilità che è stata drammaticamente interrotta. Sono i più spaesati, preoccupati di non riuscire a provvedere ai loro cari».

Il tipo di assistenza, per le vittime della crisi Covid-19, è quindi più strutturato rispetto all’erogazione dei pasti tramite la mensa, e comprende aiuti per pagare l’affitto, le bollette, o per fare la spesa: «Per queste persone i sostegni istituzionali previsti non sono contestuali, ma a lungo termine, ed è qui che interveniamo noi per tamponare queste sofferenze. Ci sono famiglie che da febbraio non possono più contare su regolari entrate, e anche se da giugno si riprende, i primi soldi arriveranno a luglio».



CARENZA DI RISORSE

Gli operatori non si sono risparmiati, lottando anche contro la carenza di risorse, materiali ed economiche, innescata da un’emergenza che ha messo in discussione dinamiche collaudate: «Abbiamo potuto contare sulla solidarietà di molti cittadini, ma anche della Diocesi (che ha stanziato fondi ad hoc, ndr) e della Caritas Italiana. In questo modo finora siamo stati in grado di rispondere a tutte le richieste, su tutto il territorio provinciale, erogando mediamente 200 euro mensili a persona. Finché si continua a parlarne potremo contare su attenzione e disponibilità, ma questa situazione avrà uno strascico molto lungo e ci auguriamo - è la preoccupazione di Falaguasta - che questa sensibilità non venga mai meno».

Di certo a non mancare è stato l’impegno degli operatori che, adottando tutte le misure precauzionali di legge (e acquistando igienizzanti, visiere, mascherine e quant’altro) hanno rimodulato anche gli orari della mensa per evitare gli assembramenti, allungando di un’ora gli accessi per colazione, pranzo e cena. «Al mattino ci occupiamo dei servizi - aggiunge il direttore - mentre al pomeriggio svolgiamo il resto delle mansioni lasciate scoperte dall’assenza dei volontari». Se la Caritas tende la mano, le persone in difficoltà non esitano ad afferrarla. Non c’è spazio per remore o pudori quando qualcosa di più grande di noi sconvolge l’esistenza: «E comunque - conclude Falaguasta - abbiamo istituito un numero dedicato (0532 740825) a cui rivolgersi per prendere un appuntamento, a tu per tu con gli operatori. Ma la priorità, per tutti, è provvedere ai propri cari e a se stessi, noi cerchiamo solo di fare del nostro meglio». —

Alessandra Mura

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