Ferrara, test tampone: rischio falsi negativi

Ne parlano due docenti Unife, Carlo Còntini e Paolo Zamboni. Sabato nel Ferrarese zero decessi e positivi

FERRARA. Quanto è affidabile l’esito di un tampone naso-faringeo? Con quanta certezza può stabilire se un paziente è veramente ammalato? Domande che, ad emergenza in calo, iniziano a farsi sempre più frequenti tra gli addetti ai lavori ma anche tra il pubblico. È di pochi giorni fa la dichiarazione di Mario Balzanelli, il presidente del Sis 118, il servizio nazionale che rappresenta i dirigenti dell’emergenza, che affermava di aver rilevato, a Taranto, dove dirige la struttura locale, circa un 50% di tamponi con probabile falso negativo. In pratica il test dava una patente di guarigione o di assenza di contagio nei pazienti sottoposti all’esame una volta su due.

Balzanelli ha manifestato i suoi dubbi sul fatto che il test possa essere esaustivo senza ulteriori approfondimenti, ma non è il solo. Anche l’infettivologo Carlo Còntini, che dirige il reparto di “Malattie infettive Universitario”, e il chirurgo vascolare Paolo Zamboni, entrambi docenti Unife, sottolineano che l’esito del tampone naso-faringeo dovrebbe essere affiancato da altri approfondimenti diagnostici.


IL DOPPIO NEGATIVO DEL SANT'ANNA

A Ferrara ha destato qualche sorpresa il caso di una paziente di 86 anni, ricoverata in un reparto Covid a Cona, attestata come “guarita” da un doppio tampone negativo. La donna è stata trasferita in un reparto per pazienti non contagiati, dove però - di fronte a sintomi riferibili all’infezione - è stata nuovamente sottoposta a tampone, risultato questa volta positivo. Esito errato? Paziente re-infettata?

Il professor Còntini ricorda che «l’unico strumento oggi disponibile per la diagnosi virologica di Covid-19 è il tampone naso-faringeo. Ma la recente letteratura scientifica riporta già un dato che indica nel 38% l’incidenza dei falsi negativi in questo tipo di test se il tampone viene eseguito entro i primi 5 giorni dal contagio; dal 5° all’8° giorno questa percentuale cala al 20% ma comunque la falsa negatività del tampone può persistere».



L’impatto a largo raggio del virus sulla salute del paziente non si conosce ancora in tutte le sue possibili manifestazioni «ma è possibile che l’agente infettivo in determinate circostanze sia più difficilmente identificabile a causa di una sorta di “fluttuazione dell’Rna virale”. Senza dimenticare che l’abilità dell’operatore e la collaborazione del paziente hanno la loro importanza», sottolinea Còntini. Zamboni ricorda che il 38% di falsi negativi «è stato rilevato da uno studio cinese su 72mila casi. Tac e altri accertamenti, secondo i ricercatori che avevano analizzato i dati, rivelavano la malattia anche dove il tampone risultava negativo». Come aumentare la confidenza? «Aggiungendo ulteriori accertamenti, come la Tac o l’ecografia - risponde Zamboni - Con un algoritmo che ho messo a punto, utilizzato in diversi ospedali italiani (Napoli, Milano, Sassari), è possibile, inserendo i dati alcuni esami (sangue, tac, ecografia, etc.), migliorare l’affidabilità del tampone». Con la possibilità di evitare più facilmente inconvenienti come il rischio infettivo per pazienti e personale in reparti no Covid.

IL BOLLETTINO FERRARESE

Sempre più spesso alcune caselle del bollettino locale dell’emergenza sanitaria si presentano vuote. L’aggiornamento di ieri porta il valore zero su due dei parametri più significativi per misurare il polso della pandemia: il numero dei deceduti e quello dei tamponi positivi. Valori che si sono abbassati in modo decisivo nelle ultime due settimane, ma ieri - in aggiunta - c’era anche un numero relativamente basso di ricoveri: 9. Un altro aspetto che conferma l’affievolirsi dell’onda pandemica.

Tre le persone entrate in ospedale a Cona (2 “sospetti”, cioè con diagnosi non confermata, residenti a Ferrara, 1 paziente positivo al virus di Fiscaglia), 3 a Cento (1 sospetto di Argenta, 1 di Ostellato e 1 positivo di Cento), 3 a Cento (3 sospetti, tutti di Cento). In terapia intensiva, a Cona, c’è un unico ricoverato, di Vigarano, mentre anche i reparti per pazienti Covid sospetti non risultano più occupati al limite come nei giorni scorsi. Nei reparti Covid di Cona i posti letto liberii, ieri, erano 57; a Lagosanto erano disponibili 16 posti su 117. —

Gi.Ca.

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