Turisti, pochi e innamorati: bella Ferrara, aprite il Castello

La libertà di circolare non ha ancora riportato in città i flussi del passato. Gitanti col contagocce. Cercano le mostre e a tavola apprezzano i cappellacci

FERRARA. Fulvio e Angelica abitano a San Pietro in Casale, comune del Bolognese facilmente raggiungibile da Ferrara. Ieri mattina erano seduti su un muretto di piazza Trento Trieste a godersi «la prima gita da quando è stato possibile spostarsi liberamente in regione». Al Lido di Spina, raccontano, si erano conosciuti tanti anni fa: sul litorale comacchiese e nella città del Castello tornano appena è possibile. «Ferrara è una città vivibile e bella, i parcheggi sono comodi per raggiungere il centro, la troviamo rilassante. Peccato per i musei, che sono ancora chiusi», commentano.

L’ultima uscita che avevano fatto per diletto, risale alla Festa della Donna, l’8 marzo scorso. E il giro era quasi obbligato: mare, Comacchio, Ferrara, casa. «Qui - raccontano - abbiamo già visto molte cose, veniamo un paio di volte al mese. Abbiamo fatto il giro col battello, visitato mostre d’arte, Palazzo dei Diamanti. Alla sera ogni tanto veniamo per l’aperitivo e per la cena».


CASTELLO SUPERSTAR

Il periodo più duro del lockdown è ormai alle spalle, ma i turisti - lo confermano anche molti commercianti - non sono ancora tornati in massa e i numeri di flusso restano lontanissimi dalle medie del periodo. D’altronde è ancora vietato spostarsi tra le regioni e la gita si può fare in libertà solo tra Piacenza e Rimini. Proprio dalla città di Fellini sono arrivati ieri Stefano Urbinato, la moglie Michaela e i due figli. «Avete una città meravigliosa - dichiarava ieri mattina, entusiasta, Stefano Urbinato - Ieri (sabato, ndr) eravamo a Lido degli Estensi e siamo andati a fare un giro nel delta. Oggi Castello, anche se è chiuso, Cattedrale, purtroppo chiusa, e le Mura». Quelle sono aperte. «Per fortuna - sbotta Stefano - ma anche fare un giro per il centro, tra un negozio e l’altro, è un piacere». In corso Martiri, non da turisti ma da reduci del lockdown, si sono incontrate ieri dopo due mesi e mezzo Matilde e Chiara, una di Ferrara, l’altra di Poggio Renatico: «Volevamo salutarci dal vivo e oggi è stato possibile. In centro storico, qui, era la soluzione più semplice».

Sotto il sole che inizia a picchiare una famiglia di Reggio Emilia allunga lo sguardo oltre i cancelli del Castello: sono Roberto, Silvia e il figlio sedicenne, Stefano. «Viaggio tranquillo, in autostrada non c’è ancora ressa - raccontano i due emiliani - Peccato per il Castello chiuso, ma ora andiamo a visitare via delle Volte». E dopo? «Abbiamo prenotato - rispondono all’unisono - Lì vicino c’è un ristorante e ci aspettano i cappellacci».

VOGLIA DI CONCERTI

Ieri, a fare due passi attorno al monumento estense, c’erano anche Gabriele e Francesco, barista e cameriere di Bologna. «Giornata libera - spiegano - e Ferrara non la conosciamo bene». Anche se vivono nel capoluogo regionale, sono entrambi di origine toscana. «A Lucca c’è una manifestazione musicale molto famosa, purtroppo quest’anno è stata sospesa - dicono - Qui c’è “Ferrara sotto le stelle”, ma le speranze di vedere concerti non sono più alte che a Lucca. Vediamo che è chiuso anche il Castello. Verremo per Banksy. Ci consoliamo con un bel piatto di cappellacci». Che, a quanto pare, stanno diventando popolari anche tra i turisti. Dalla costiera romagnola, Rimini e dintorni, erano partiti in mattinata Valeria e Andrea. «Una scampagnata ci ha portati qui - risponde lui dal tavolino di un bar del centro - Il mare lo conosciamo bene e comunque, da noi, le spiagge sono ancora poco organizzate, serve qualche altro giorno. Volevamo visitare una bella città e Valeria non l’aveva ancora vista». —

Gi. Ca.

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