La sentenza: «Mai avuto rimorso e rispetto». Per Igor confermato l’ergastolo

Sentenza per gli omicidi di Valerio Verri e Davide Fabbri e aver ferito. Ravaglia Il pm Giovannini: «Spegnerà quel ghigno in viso scontando la pena in carcere» 

FERRARA. Ergastolo era in primo grado, ergastolo resta nel processo d’appello celebrato mercoledì 27 maggio a Bologna: la corte d’assise d’appello ha infatti confermato il carcere per Norbert Feher, conosciuto nel Ferrarese come Igor Vaclavic, detenuto in Spagna per altri tre omicidi e processato mercoledì per la morte di Valerio Verri, la guardia ecologica volontaria ferrarese uccisa nel Mezzano e Davide Fabbri, il barista freddato nel suo bar a Budrio, tra l'1 e l'8 aprile 2017.

Fate anche sena di me


La sentenza è stata letta dopo un'ora e mezza di camera di consiglio, senza la presenza di Feher/Igor, poichè il collegamento dalla Spagna, dal carcere de La Coruna, non ha funzionato e lui ha detto sferzante come suo solito «potete fare il processo anche senza di me», dando l’assenso alla sua assenza. Lo stesso procuratore generale Valter Giovannini, chiedendo la conferma dell’ergastolo, non ha avuto dubbi nel motivare questa richiesta soffermandosi sulla figura di Igor: «Abbiamo visto ghignanti sorrisi sparire al cospetto del tunnel carcerario dal volto di tanti analoghi e feroci assassini. Fatalmente accadrà anche per costui che mai, dico mai, ha speso mezza parola di rimorso e rispetto per le persone incolpevoli verso le quali si è autopromosso feroce carnefice». Oltre al pg in aula i legali delle vittime, e solo una di loro, Marco Ravaglia, il poliziotto provinciale che riuscì a salvarsi il giorno dell’agguato nel Mezzano in cui morì Verri, facendosi credere morto. I figli di Verri non c’erano, per loro l’avvocato Fabio Anselmo che ribadisce: «Ergastolo doveva essere anche se dopo 30 anni di professione non do nulla per scontato». E si sofferma su un passaggio dello stesso Giovannini, che ha rammentato che l’omicidio Verri è avvenuto «in una zona di pensabile presenza del ricercato», riproponendo il principio sostenuto da Anselmo e i figli di Verri che loro padre non doveva trovarsi 8 aprile 2017 davanti a Igor e alla sua furia cieca.

Fine pena mai sia tale

Al processo, presente anche l’avvocato Alessandro D’Agostino per Alberto Bova, Provincia di Ferrara, parte civile: «Sentenza forte adottata nei confronti di chi non ha mai avuto un cenno di pentimento». Lo stesso pg Giovanni ha , invitato i giudici a «spegnere lentamente, applicando la legge, quel ghigno nei prossimi lunghi decenni che Igor passerà in carcere». Insomma, il fine pena mai, sia tale. Del resto Igor non dovrebbe avere scappatoie: in Spagna è già stato condannato a 21 anni di carcere per due tentati omicidi, lo attende il processo per altri le omicidi del dicembre 2017: quanfo si fermò la sua fuga. —

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