Ospedale del Delta da Covid a misto Riparte la chirurgia

L’attività si riorganizza per fare spazio ai pazienti ordinari Novità per Cardiologia, Lungodegenza, Medicina d’urgenza

Nuovo passo avanti per l’attuazione del piano sanitario provinciale nella “fase 2”. Dal 21 maggio scorso l’ospedale del Delta non è più un ospedale Covid «ma è tornato ad essere ospedale misto», annuncia l’Asl. In quella data è stato trasferito a Cona l’ultimo paziente Covid positivo ricoverato in Terapia Intensiva.

Gli 8 posti letto di Terapia Intensiva, annuncia l’azienda territoriale, sono a disposizione dei nuovi pazienti con questa qualificazione: 6 posti per pazienti Covid free, 2 posti per pazienti sospetti, cioè in attesa di referto di tampone o con ricovero d’urgenza e stato infettivo non noto.


«Da circa una settimana, la piastra chirurgica polispecialistica è libera da ricoveri di pazienti Covid positivi e Covid sospetti con esclusiva malattia internistica», scrive l’Asl. Che riepiloga gli interventi in atto: ricoveri di pazienti Covid free (non affetti da coronavirus) con problematiche chirurgiche da inquadrare o da operare in urgenza; completamento della sanificazione (i 2 settori A e B dell’ospedale sono stati vuotati e quindi sanificati in momenti differenti); lavori di adeguamento impiantistico per permettere l’installazione dei 10 nuovi letti elettrici che sono già stati consegnati alla struttura ospedaliera.

Questo assetto permetterà la ripresa dell’attività chirurgica polispecialistica di pazienti non affetti da Covid. La data ufficiale di partenza è venerdì 29 maggio.

Nei prossimi giorni di questa settimana saranno attuati interventi per pazienti con patologia urgente (fratture di femore, già ricoverati e in attesa di tampone) e programmata in classe A e B partendo da patologie urologiche per poi coinvolgere, dalla prossima settimana, la chirurgia generale, l’ortopedia e la ginecologia.

Le nuove trasformazioni

Ieri i pazienti Covid positivi presenti nel reparto di Medicina erano 6 collocati in un unico settore, quello definito “rosa”. Nei vari settori della Medicina sono ospitati: nel settore rosa pazienti Covid positivi, nel settore giallo i pazienti Covid free, nei settori verde e blu i pazienti “sospetti”. Quindi, allo stato attuale, i posti letto dedicati ai pazienti Covid positivi in Medicina sono 15, precisa l’azienda.

Oggi, il reparto di lungodegenza post-acuzie, ha 10 pazienti Covid positivi, mentre tutti gli altri pazienti sono Covid free. Si sta procedendo alla differente qualificazione dei settori della lungodegenza post-acuzie per ospitare in un solo settore i pazienti Covid positivi e in due settori i pazienti Covid free.

Da oggi il Centro di Fisiopatologia della riproduzioneumana e Procreazione medicalmente assistita riprende la sua funzionalità, già iniziata nei giorni scorsi per alcune attività ambulatoriali preliminari. «Si tratta dell’unico Centro pubblico dell’Emilia-Romagna che è in grado di riaccogliere le coppie per tutte le prestazioni», aggiunge l’Asl.

A partire dal 3 giugno tornerà alla sua originaria funzione la Cardiologia ospedaliera e rientrerà nella sua sede precedente. Sarà presente, però, una nuova funzione di semintensiva cardiologica con posti letto monitorati e con possibilità di supporto ventilatorio su 4 posto letto.

Sempre a partire dal 3 giugno potrà tornare alla sua funzione originaria il Servizio psichiatrico ospedalierointensivo, in quanto entro la settimana in corso, l’ultimo paziente ricoverato, già negativizzato, potrà essere dimesso e, al momento, non sono presenti nuove richieste di ricovero. A partire dall’8 giugno, sarà attiva la Medicina d’urgenza con funzione di supporto ventilatorio non invasivo, nell’ala dell’ospedale posta sopra il Pronto Soccorso, in conformità con il progetto di riqualificazione dell’intero servizio d’urgenza. Sono programmati lavori strutturali e la formazione del personale.

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