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Lidi, l'assessore regionale: «I Bagni già aperti sono un miracolo. Per i locali da ballo è ora di reinventarsi»

L’assessore al Turismo Corsini parla della stagione al via. Sul possibile stop sanitario alla Lombardia: «Sarebbe un problema» 

FERRARA. Ombrelloni e lettini aperti, prima che altrove proprio sui Lidi ferraresi, entro la fine di maggio sono «un miracolo, se solo si pensa a come eravamo messi appena poche settimane fa». Preoccupa la situazione delle aziende dell’ospitalità («gli alberghi riapriranno ma non si sa fino a quando») e delle sale da ballo, che per questa estate saranno costrette a reinventarsi. Le città d’arte? Rimandate a settembre. L’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, fa il punto sulla partenza della stagione. Tra ombre e luci, in cerca di un rilancio per guardare oltre l’emergenza coronavirus.

Come giudica questi primi giorni di una stagione che si annuncia particolarmente complessa?


«Direi in modo positivo. Dobbiamo andare orgogliosi di questa Emilia Romagna che ha dimostrato grande voglia di andare avanti, abbinando ripresa del motore economico e tutela della salute. Sulle spiagge, da questo punto di vista, è andato tutto tranquillamente; qualche preoccupazione in più per i luoghi della “movida”, ma i Comuni stanno intervenendo per gli opportuni controlli. E ora monitoriamo il ponte del 2 giugno».

Sui Lidi ferrarese gli operatori balneari erano prontissimi, anzi si è cercato di aprire in anticipo. In Romagna invece si è andati più a rilento, perché?

«Guardi, tornare ad aprire gli stabilimenti entro l’inizio di giugno è stato un miracolo, se solo si pensa a come eravamo messi appena poche settimane fa. Effettivamente sul vostro litorale è stata una partenza decisa. A Rimini non dimentichiamo che fino a poco fa c’era la zona rossa, i bagnini sono andati più tardi in spiaggia per la manutenzione. In zone come Cervia e Cesenatico gli stabilimenti aperti lo scorso weekend erano oltre il 40%».

Primo weekend di spiagge accessibili, e molti se la godono

La possibilità che dalla Lombardia non si possa uscire già il 3 giugno la preoccupa?

«Sì, sarebbe un problema. I turisti lombardi sono un bacino importante. Ne sapremo di più tra qualche giorno, c’è un problema di carattere sanitario, il che mi porta a ribadire che dobbiamo continuare a comportarci in modo responsabile: seguiamo le regole, distanziamento e mascherine».

Qualche azienda rischia di uscire con le ossa rotte nel settore dell’ospitalità?

«Sappiamo della grande sofferenza che c’è, però non ho cifre. Gli alberghi ripartiranno tutti, ma non so fino a quando potranno stare aperti, soprattutto chi deve far fronte ad affitti elevati».

Il consigliere regionale comacchiese ed ex sindaco Marco Fabbri in un question time sul tema mini-crociere ha segnalato criticità per gli operatori del turismo della costa nell’ottenere i documenti utili ai fini della navigazione.

«Gli ho risposto che l’attività del turismo nautico è regolamentata da linee guida emanate dal ministero dei Trasporti; per la ristorazione a bordo sono quelle generali previste per le attività di ristorazione e somministrazione di cibi e bevande».

Per le sale da ballo e i locali notturni solo dolori?

«Attendiamo linee guida nazionali, non sarà semplice. Però ho già visto qualche locale anche sui nostri territori che apre le sale per fare altre attività: cene, piano bar, stando seduti e distanziati. Per gli imprenditori del settore è il momento di reinventarsi con creatività».

Qual è la risposta delle città d’arte? Le guide turistiche sono disperate.

«Per fortuna non è questa l’alta stagione, vedremo una ripresa alla grande a settembre. Ora ci sono anche musei e luoghi culturali chiusi, ma stanno riaprendo».

A Ferrara il Castello Estense è ancora chiuso.

«Riaprirà a breve, non ho alcun dubbio».

La campagna promozionale con Cevoli, Tomba e Accorsi?

«Quelle con i primi due al via tra un paio di settimane, rivolte anche al mercato tedesco. Accorsi per le città d’arte parte a settembre». —