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Ferrara, convento di San Giorgio: via libera al restauro

L’ok della sovrintendenza all’opera di rifacimento: intervento da 859mila euro. La “Leonardo” in azione e annuncia: presto novità anche sui lavori in Duomo

FERRARA. Il restauro del chiostro conventuale di San Giorgio ha ottenuto il via libera anche della sovrintendenza regionale per cui i lavori per il rinforzo strutturale dello storico edificio sono partiti in maniera spedita, superato anche il periodo di stop dovuto all’emergenza sanitaria.

SAN GIORGIO


L’opera di restauro è affidata alla “Leonardo”, azienda specializzata nel recupero monumentale e che ha già lavorato recentemente a Ferrara. L’appalto che le è stato assegnato, per un importo di 859mila euro, prevede la ristrutturazione e consolidamento dell’antico monastero degli Olivetani, una struttura del XV secolo che è stata danneggiata dalle scosse del terremoto del 2012. «Grazie anche alla collaborazione con la sovrintendenza regionale - ha detto Francesco Geminiani, legale rappresentante della “Leonardo” - il cantiere sta procedendo ora a spron battuto e contiamo di ultimare questo complesso lavoro entro la primavera del 2021. Tra l’altro, vista la natura del monumento, ci sarà anche da restauro e recuperare alcuni affreschi che si celano sotto le pareti risistemate nei secoli successivi». Le squadre dei restauratori sono al lavoro per riqualificare un edificio di grande importanza storica.

DUOMO IN FERMENTO

La “Leonardo” è l’azienda che ha anche in appalto il lavoro di consolidamento degli otto pilastri del Duomo di Ferrara, per un complesso lavoro di restauro che è stato bloccato in questi mesi, al punto che il più importante tempio religioso cittadino risulta ancora chiuso al pubblico per inagibilità. Si sta muovendo qualcosa ed è probabile che presto il cantiere possa sbloccarsi. È un restauro che dovrà verificare la staticità dei pilastri che ricordiamo sono stati costruiti in un secondo momento, in epoca settecentesca, rispetto alla cattedrale originale. Un’operazione che se da un lato ha dato più imponenza alle colonne che dividono le navate, dall’altro ha fatto perdere l’elasticità originaria, rendendo il duomo più vulnerabile in caso di terremoto. L’intervento servirà a garantire una maggiore tenuta e stabilità a tutto l’imponente edificio che ha subito gravi danni complessivi, dalla facciata all’abside. «I lavori al duomo quando riprenderanno? Penso - risponde Geminiani - che potrebbero esserci novità in questo senso quanto prima, siamo vicini alla svolta che possa nuovamente far riprendere il complesso restauro all’interno del duomo».

SAN FRANCESCO

Un altro cantiere che ha visto in questi mesi l’opera della “Leonardo” è quello della chiesa di San Francesco. La basilica, che ha riportato gravi danni dal sisma, è stata agibile nel periodo post sisma solo nell’ampio transetto. Il complesso restauro ha riguardato la grande superficie delle navate con la sistemazione delle coperture del colonnato e della cappelle. Tra l’altro durante il restauro oltre alla ritrovata completa agibilità della chiesa - utile anche in questo periodo che sta sostituendo il duomo chiuso dal 3 marzo del 2019 - sono venuti alla luce anche degli affreschi trecenteschi appartenenti alla chiesa prima della trasformazione avvenuto su progetto di Biagio Rossetti. Si aspetta un bando per completare l’opera. —