Ferrara, rinviata la “movida sicura”. Il Prefetto: servono integrazioni

Il Comune presenterà il nuovo piano mercoledì 3 giugno. In caso si approvazione si partirà la sera stessa in via Mayr

FERRARA. Slitta a dopo il ponte festivo del 2 giugno la “Movida Sicura” che sarebbe dovuta partire questa sera. Il progetto di Comune, Fipe e Consorzio esercenti di via Carlo Mayr, via San Romano e piazzetta Verdi, pur promosso nella sostanza dal presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, ha bisogno di alcune integrazioni per poter partire in piena sicurezza. Così ha stabilito il prefetto di Ferrara Michele Campanaro all’incontro del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato ieri per l’aggiornamento sulle misure anti coronavirus.

LE INTEGRAZIONI


L’avvio del progetto, annunciato ventiquattr’ore prima dal vicesindaco Nicola Lodi, deve dunque attendere il Piano di emergenza che l’amministrazione si è impegnata a presentare entro lunedì con le integrazioni di sicurezza richieste dalla Prefettura. Il piano sarà discusso mercoledì 3 giugno dallo stesso Comitato allargato alla partecipazione dei rappresentanti del Comando provinciale dei vigili del fuoco e del Soccorso pubblico 118.

ATTESO VIA LIBERA

E, in caso di via libera, la “Movida Sicura” potrà cominciare la sera stessa, dalle 20 alle 2, nel tratto di via Carlo Mayr compreso tra l’incrocio con via San Romano e quello con via Spronello. In particolare, il Prefetto ha chiesto all’amministrazione comunale di aggiungere alcune integrazioni relative alla “safety” (secondo la normativa Gabrielli), ovvero, come riferisce Lodi: «Dovremo stabilire quante persone potranno sostare all’interno dell’area interessata, e un tecnico dovrà individuare una via di fuga». Due, lo ricordiamo, gli ingressi, alle estremità del segmento di via Mayr, mentre le strade trasversali fungeranno da uscita, con vigilanza da parte degli steward. Permesso di passaggio, anche in auto, per i residenti. E permesso di transito per i pedoni se ci saranno le condizioni per evitare assembramenti.

BONACCINI HA DETTO Sì

«Mercoledì prossimo porteremo il piano davanti al Comitato allargato, e se arriverà l’approvazione la sera stessa potrà cominciare la movida sicura ogni mercoledì, venerdì e sabato – interviene ancora il vicesindaco aggiungendo che alla videoriunione con i sindaci dell’Emilia Romagna convocata nel tardo pomeriggio di ieri dal presidente Stefano Bonaccini «il Governatore ha portato il protocollo di Ferrara come buon esempio di Movida in sicurezza, valutando anche un sostegno economico al progetto».

IL PREFETTO

Da parte sua il prefetto Campanaro ha definito il progetto «una interessante forma di partnerariato pubblico-privato, che può dare buoni risultati, purché applicata nel pieno rispetto delle norme in tema di security e di safety. Al previsto raccordo tra gli addetti alla sicurezza, che non hanno compiti di polizia, e le Forze dell’Ordine è, quindi, necessario aggiungere integrazioni sotto il profilo della safety».

POLIZIOTTO DI QUARTIERE

In direzione del rafforzamento del controllo del territorio, in particolare nelle fasce orarie diurna e preserale, va l’approvazione data nella stessa seduta di Comitato al riavvio, a partire dal prossimo fine settimana, del servizio del poliziotto di Quartiere che, insieme il carabiniere di Quartiere, rafforzerà i servizi di vigilanza sul territorio.

I CONTROLLI

Sul fronte delle verifiche nella Fase 2: dal 4 maggio sono state 16.404 le persone controllate (11.073 da parte di forze dell’ordine e 5.331 delle Polizie Locali) e 137 le violazioni accertate, pari allo 0, 8% del totale dei controlli.

Nello stesso periodo, gli esercizi commerciali controllati sono stati 9.698, con una sola sanzione. L’attività ispettiva delle squadre miste, formate da personale dell’Ispettorato territoriale del lavoro, dell’Unità operativa prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Asl, dei vigili del fuoco e dei Carabinieri per la tutela del lavoro, ha riguardato 130 attività produttive nei settori della grande distribuzione, del commercio all’ingrosso, del metalmeccanico, del chimico, dell’agricoltura e dell’edilizia, senza riscontare irregolarità o violazioni ai protocolli di sicurezza sottoscritti dal governo e dalle parti sociali. —

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