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Ferrara, ambulatori in fase 2. La pausa di mezz’ora tra una visita e l’altra brucia mille accessi

I dati di Quisisana con la regola del distanziamento. Piacentini: da giugno orari estesi e cadenze da venti minuti 

FERRARA. Mentre Asl e Sant’Anna riaprono le agende e organizzano l’attività degli ambulatori della specialistica, c’è chi accoglie l’utenza da due settimane e ha già sperimentato l’applicazione delle regole anti-Covid per la sicurezza. Nella “fase 2” il servizio deve essere garantito con nuove modalità per consentire il distanziamento tra le persone, l’assenza di assembramenti e la possibilità di sanificare ambienti e strumenti di lavoro prima di ogni nuovo accesso. A riammettere i pazienti in anticipo rispetto al resto del sistema sanitario sono state le Case di cura accreditate e convenzionate della città.

«Con un passo di mezz’ora tra una prestazione e l’altra anziché di un quarto d’ora l’attività ha subìto necessariamente un rallentamento - dichiara Giorgio Piacentini, presidente della Clinica e del Poliambulatorio “Quisisana”, di Ferrara - A partire dall’11 maggio, da quando abbiamo riaperto gli accessi al pubblico dopo un periodo in cui erano consentite solo le visite urgenti, abbiamo eseguito circa 2mila prestazioni: visite ambulatoriali ed esami strumentali cardiologici e pneumologici».


Il calcolo “grezzo” prospetta la perdita di circa metà dei servizi eseguibili a causa dellariorganizzazione, ma Piacentini fa una stima più prudente e calcola una riduzione di almeno un migliaio di accessi in due settimane. Un dato che confermerebbe le previsioni di Asl e Sant’Anna sulla contrazione attesa dei servizi ambulatoriali, solo in parte incrementabili mettendo mano alla rimodulazione degli orari di servizio.

Il recupero delle prestazioni sospese durante i due mesi di lockdown procederà quindi più lentamente di quanto sarebbe necessario per poter tornare al più presto alla situazione di partenza.

«Per questo motivo il tempo di apertura viene esteso per coprire un arco di 7 giorni su 7 dalle ore 8 alle 19 - anticipa Piacentini - L’utenza potrà accedere anche al sabato e alla domenica e, per tre giorni alla settimana, l’orario viene prolungato dalle 19 alle 20».

UN MODELLO ADATTABILE

Le novità, tutte programmate per giugno, sono già state comunicate all’Asl, compresa l’idea di ridurre a 20 minuti il tempo che intercorre tra un accesso e l’altro. «La nostra struttura ha un poliambulatorio distante dall’area di degenza e tre ingressi separati - ricorda il dirigente della struttura - Questo ci aiuta a differenziare i percorsi, ad evitare che le persone si incrocino e ci mette nelle condizioni di poter accelerare le attività di disinfezione per la sicurezza dell’operatore e dell’utente».

Piacentini precisa che «saremmo potuti partire fin da subito con la cadenza di 20 minuti anziché 30 ma all’inizio abbiamo preferito attenerci alle indicazioni regionali per avere un po’ di tempo per verificare concretamente come funziona la nuova organizzazione col distanziamento. Dopo queste due settimane abbiamo potuto constatare che il modello può essere adeguato per aumentare gli accessi e le prestazioni». Nonostante l’avvio al ralenti, aggiunge Piacentini, è stato già possibile recuperare le ultime tre settimane di appuntamenti sospesi a marzo.

L’ultima miglioria riguarda l’allestimento di un gazebo per l’attesa dei pazienti che arrivano in anticipo (nella Casa di cura l’accesso è regolato come in tutte le strutture sanitarie). «Lo installeremo nel parcheggio per ridurre i disagi dell’utenza», conclude il dirigente. “Quisisana” è stata aperta il 20 dicembre 1920. Per celebrare il secolo di attività la clinica sta organizzando un evento che dovrebbe svolgersi ad ottobre. L’intera struttura quest’anno sarà ritinteggiata. —

Gi.Ca.

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