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Ferrara, ingressi “selezionati” alla Zona Movida

In centro a Ferrara divieti anche per chi è «visibilmente ubriaco». Il vicesindaco Lodi: aspetto al varco i 30-40 disturbatori

FERRARA. Sembrava un venerdì sera “normale”, dice chi c’era a tarda ora tra via Carlo Mayr e piazza Verdi, in centro a Ferrara, con riferimento a ressa, non-distanziamenti e perfino una tromba, alle 3 di notte. La movida ferrarese è insomma ripresa a pieno ritmo, anche senza l’apporto degli universitari fuori sede e con qualche tensione di troppo, e ieri c’era il timore di un bis nella notte. Sarà però l’ultima movida senza regole, perché il Comune di Ferrara e i 14 operatori della zona sono determinati a partire già mercoledì sera con il protocollo che prevede la pedonalizzazione dell’area e la sorveglianza degli ingressi extra prenotazioni che, nelle intenzioni dell’amministrazione, non dipenderanno solo dall’affollamento dell’area ma da altri requisiti. Il fatto di mostrarsi ubriachi, per esempio, e di portare con se alcol o bicchieri. Resta da definire la “capienza” della Zona Movida, come pure se si potrà stare in piedi oppure no, mentre è appurato che il transito dei non residenti sarà vietato.

DETTAGLI


Il vicesindaco Nicola Lodi anche l’altra notte ha svolto un paio di passaggi in zona calda, «c’era tantissima gente e ho avuto la conferma dell’esigenza di regole, al più presto, già da mercoledì. Tensioni? C’era il solito gruppo di disturbatori, 30-40, con skateboard e bottiglie in mano, che mi hanno riconosciuto e provocato, ma non m’interessa. Ecco, li aspetto mercoledì ai varchi e vedrete che si fermeranno lì, anche gli esercenti non ne possono più di queste persone». Quindi la selezione ai varchi non sarà solo di tipo quantitativo? Quali altri criteri sono indicati nel protocollo? «Funzionerà come un grande evento, cioè non si potranno portare dentro contenitori ma anche chi è visibilmente ubriaco sarà fermato, per precauzione - spiega ancora il vicesindaco - Ci sarà anche la Polizia locale a coadiuvare i sorveglianti dei locali ai varchi d’ingresso, tutti saranno comunque dotati di contapersone».

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A definire il numero complessivo di presenze in contemporanea nella Zona Movida, che avrà due ingressi da via Spronello e via Mayr-San Romano, con 2 o 4 uscite, sarà la relazione del professionista di sicurezza incaricato di redigere il piano previsto dalla circolare Gabrielli per i grandi eventi. In piazza Verdi saranno posizionati tavolini per 100-130 persone, poi vi sono tutti i tavoli già esistenti dei locali con l’aggiunta del 50% in più rispetto ai dehor; c’è infine una quota di persone in piedi o da sistemare in ulteriori sedute. Gli orari della Zona Movida saranno dalle 20 all’1 come ultima consumazione, per chiudere alle 2«È un progetto che va oltre l’emergenza coronavirus, lo renderemo permanente» è l’intendimento di Lodi.

LA PIAZZA

La cosa vale anche e soprattutto per piazza Verdi, che viene affidata in comodato all’associazione temporanea d’impresa costituita in seno all’Ascom da cinque locali che vi si affacciano, in prima battuta fino al 31 ottobre. Stanno comprando una decina di tavoli a testa, tutti uguali, con i quali occupare di fatto la piazza, «quando i locali chiuderanno lo spazio sarà chiuso da transenne - dice Matteo Musacci (Fipe) - L’intera zona ci auguriamo sarà più gestibile, anche gli esercenti sono stremati e hanno bisogno di lavorare in tranquillità». Già domani saranno sciolti gli ultimi nodi, mercoledì mattina l’incontro conclusivo in Prefettura. —

stefano ciervo

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