Ai Lidi serve il divertimento: «Noi garantiamo sicurezza»

Gli organizzatori di spettacoli si preparano ad iniziare con le serate sulla costa: «Servono regole sicure, ma bisogna ripartire per il bene dei nostri giovani»

COMACCHIO. Ai Lidi si è ripartiti, con le mille difficoltà imposte dall’emergenza. Ma ancora bisogna attendere per gli eventi, uno dei pilastri imprescindibili delle vacanze sulle nostre coste. Manca tutto, dal liscio agli altri balli, dai concerti agli spettacoli per i più piccoli. In realtà alla ripartenza anche da questo punto di vista manca poco (magari il 15 giugno come per il vicino Veneto?), ma come si preparano organizzatori di eventi e gestori dei locali?

«Avendo vinto il bando del Comune - dice Sandro Pasetti di Made Eventi - stiamo già mettendo giù il calendario di massima, concentrato nei mesi di luglio e agosto. Ogni evento sarà in assoluta sicurezza: transenne, posti a sedere distanziati, operatori formati con termoscanner all’ingresso e gestione dell’uscita. Anche il palco avrà il distanziamento degli artisti. Chiaro, il budget è stato ridotto e le spese aumentano, ma l’alternativa è non proporre divertimento e questo per i Lidi non va bene».


«Dobbiamo trovare il sistema per poter fare bene tutti - aggiunge Franco Casoni -, da chi vuole girare col cane a chi vuol ballare, fino allo sport, impraticabile con le attuali regole. Bisogna trovare la formula giusta, certo i problemi maggiori sono per i giovani. Non a caso scrissi una lettera al ministro Franceschini per prevenire il problema: più locali sono aperti, meno vi sono casi di movida. Le regole devono essere sicure e applicabili: distanziamento, registro ingressi, steward, persone allontanate se hanno la febbre... Insomma, stiamo aspettando ma c’è fretta di ripartire».

«Io sono ferma - commenta amareggiata Paola Abile -, come si fa a organizzare eventi di qualità senza assembramenti? Ho perso le iniziative di primavera a Estensi e come si fa a realizzare serate senza enti promotori o sponsor? In Trentino si dicono pronti ai concerti con 1.000 persone, ma ai Lidi manca un’arena dove effettuare live e show. Stesso discorso per il drive-in: chiudiamo la gente in auto in agosto? Il problema è che i giovani andranno nelle feste organizzate in ville, hanno già iniziato, oppure li vedremo girare con musica a tutto volume e bottiglie di vodka in spiaggia libera».

I GESTORI

Matteo Montagnini gestisce il Bagno Malua a Spina, uno dei luoghi simbolo del divertimento: «Siamo pronti, i locali sono un ottimo elemento per combattere la movida selvaggia. Nei locali ci sono protocolli da seguire, in due estati al Malua ci sono stati 100 controlli e zero sanzioni, significa che sappiamo far rispettare le regole. Le piazze vanno bene, ma i giovani vogliono uscire di casa e devono avere alternative sicure. Noi il 13 giugno avremo il primo aperitivo con la gente seduta, senza buffet e con la sola musica di sottofondo. Certo, i costi aumentano e le entrate calano, però bisogna lavorare e garantir sicurezza».

Sempre a Spina c’è il Barracuda: «Al momento facciamo solo pianobar e poi abbiamo il Klink - spiega il titolare Massimiliano Piazzi -; siamo pronti a riaprire la nostra discoteca, pensiamo dalla fine di questo mese, non prima. Lo dicono tutti quelli che come noi hanno locali: sappiamo garantire sicurezza ed evitare gli assembramenti, impossibile da assicurare all’aperto, dove i gestore dei locali non possono fare anche i poliziotti... Sappiamo che avremo meno entrate e più spese fra igienizzante, mascherine e sanificazione ma è il guaio minore; basta lavorare, magari con l’annunciato e mai visto aiuto dello Stato, dopo che da Pasqua a giugno abbiamo perso mesi ottimi. E con noi lavorano baristi, dj, vocalist, tecnici audio e luci...». —