I ferraresi e la libertà: «Relax alle terme e a trovare i parenti»

I propositi per il 3 giugno: c’è chi pensa al lavoro arretrato. Ma non mancano i perplessi: «È presto togliere i confini»

FERRARA. A molti ferraresi in fondo pare sia bastato anche solo poter tornare a varcare la soglia di casa e fare qualche passeggiata per le vie di una città non più deserta, o al massimo fare qualche piccola gita fuori porta, rigorosamente in Emilia Romagna.

Ma ora con l’apertura dei confini regionali, a partire da mercoledì 3 giugno, si amplia di molto il ventaglio di possibilità: c’è chi pare quasi preso alla sprovvista, «bisognerà capire cosa fare», riflette con lo sguardo vigile sempre e comunque «a come si evolverà la situazione»; c’è chi questa data invece l’attendeva da tempo, «significa poter riabbracciare i parenti»; e c’è chi si concederà un momento di relax alle terme, quelle di Monselice (al momento off limits, ma solo per pochissimo ormai) ma anche chi non intende fare preparativi e dopo mesi di inattività penserà solo «a lavorare e recuperare l’arretrato».


BASTA VIDEOCHIAMATE

E naturalmente il “libera tutti’’ sarà anche in entrata e riporterà a Ferrara i suoi turisti, attesi e benvenuti: «nessuna paura, è il momento di ripartire. Del resto si sa – scherza qualcuno – la movida del ferrarese è il mercoledì e il sabato e poi… all’economia della città servono i turisti». In generale la maggior parte dei ferraresi che mercoledì lascerà l’Emilia Romagna lo farà per rivedere i lontani congiunti, magari dopo mesi di videochiamate che avranno anche attutito la mancanza ma che non possono durare oltre.

La valigia è pronta per Nicola Raimondi e la sua fidanzata Francesca: «finalmente andremo a trovare a Roma i nostri affetti», raccontano valutando positivamente la possibilità, delle ultime settimane, di uscire di casa: «per fortuna comunque ora si può passeggiare e respirare un po'». Mercoledì altri ferraresi andranno invece in Veneto, sempre alla ricerca di parenti e amici da mesi lontani, e c’è chi si recherà in Friuli o in Puglia.

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RELAX E SCETTICISMO

Soprattutto per i più giovani mercoledì sarà poi una giornata di vacanza e relax: «andremo alle terme a MonseliceZ, è l’idea del gruppo di amici di Stefano e Martina Martelli. Mentre Sebastian Milioli, scettico sulla riapertura dei confini regionali, penserà «solo a lavorare. Non sono d’accordo con questo tipo di ripartenza, si apre tutto e lo si fa perché si deve farlo ma è solo un compromesso». E il fratello Maicol Milioli la pensa uguale, «non è il momento» dice pensando sia al fattore sicurezza sia a quello “scomodità’’: se anche si volesse fare una vacanza bisognerebbe mettere in conto, considerava, mascherine e distanziamento. Ragion per cui anche Elisa, che il suo affetto ce l’ha per mano, non ha organizzato ancora nulla: «diventa più un impegno…»

A ogni modo tutti i ferraresi, anche quelli che rimarranno in città «per recuperare il lavoro che si è accumulato in questi mesi di inattività», racconta Alessandro Guerzoni, aspettano i turisti per rilanciare l’economia cittadina. E di certo mercoledì non saranno aperti tutti i luoghi della cultura ferrarese, non il Castello Estense per esempio, ma qualche museo si potrà visitarlo, e all’aperto non sarà più necessario mettere la mascherina, col sollievo di qualche Copparese ieri in città per la prima volta dopo mesi di quarantena. «Ma i turisti devono venire – dicono convinti Guerzoni e la figlia Marina – perché bisogna ripartire, in sicurezza, ma bisogna ripartire. Anche per aiutare tutti i locali che sono stati chiusi e che cercano ora di risollevarsi. Sono state allargate le distese esterne di bar e ristoranti e ora servono i turisti, altrimenti come si fa?». —

Giovanna Corrieri

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