L’Asl riorganizza Valle Oppio? «Prima garanzie di sicurezza»

Chiedono chiarimenti sull’attività degli ospedali dell’Asl (Cento, Argenta, Lagosanto) nella “fase 2” della pandemia, in particolare «sulla ripresa delle attività ordinarie (visite specialistiche, attività chirurgiche) posti letto, e percorsi puliti/sporchi e tutti i servizi territoriali». Sono i sindacalisti della Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl che lamentano di aver appreso «solo il 26 maggio che l’ospedale del Delta già dal 21 maggio non è più Covid e come noi così lo hanno saputo tutti i dipendenti, e questo a nostro avviso, come già segnalato in altre occasioni, non è assolutamente accettabile». La richiesta, all’azienda territoriale, è di non attivare i 4 posti letto semi-intensivi della Cardiologia del Delta, «senza prima aver garantito il rispetto delle norme di sicurezza. Le camere saranno 4 o 2? - chiedono Erika Salvioli, Sonia Uccellatori, Leonardo Uba e Mauro Chiarini - Dispongono di vetro in modo da garantire il controllo dei pazienti? Potranno essere ricoverati pazienti Covid o solo pazienti negativi? Il supporto ventilatorio è solamente attraverso ventilazione non invasiva? I pazienti di questi 4 letti (da attivare entro il 3 giugno) saranno comunque in carico ai medici cardiologi o ad altri come successo durante l’emergenza? La dotazione organica della cardiologia è stata incrementata?».

I letti di semintensiva richiedono un rapporto paziente-infermiere maggiore e soprattutto un monitoraggio sia individuale «sia attraverso la strumentazione adeguata che oggi sappiamo non essere presente», aggiungono i sindacalisti.


I sindacati chiedono inoltre se effettivamente il Servizio psichiatrico ospedaliero intensivo tornerà a regime entro il 3 giugno o se è vero che in una riunione aziendale è stato comunicato che la ripresa delle attività potrà avvenire in tempi più lunghi e potrebbe subire un taglio di posti letto e una diversa organizzazione.

Troppo poche le informazioni, inoltre, sull’apertura a Lagosanto della Medicina d’urgenza a partire dall’8 giugno. «Ad oggi sono presenti i varchi di controllo solo in alcune strutture, ci sono ancora luoghi dove l’accesso è libero», prosegue la nota sindacale. Ancora più grave della mancanza di coinvolgimento dei sindacati è la carenza di informazioni riservata a «lavoratrici e lavoratori che apprendono le notizie a volte prima dalla stampa, come è avvenuto ad esempio nell’ultima settimana con il Delta».

Il monito dei sindacati è perentorio: «Ciò che è successo nelle prime settimane dell’emergenza rispetto ai contagi tra gli operatori e la carenza dei dispositivi personali di protezione non può più succedere, ora il tempo per valutare e organizzare c’è». L’ultima osservazione è dedicata ai contagi: i numeri più bassi di quelli di altre province devono ancora essere spiegati nelle motivazioni che li hanno prodotti, concludono i sindacalisti, «ma di sicuro l’impegno e la professionalità che quotidianamente il personale tutto ha messo in campo sono stati fondamentali». —

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