Lidi comacchiesi pronti all'accoglienza: "Braccia aperte ai turisti della Lombardia"

Gli operartori: "Giusto aprire anche alle Regioni più colpite, qui ci sono spazi e sicurezza". Ma c'è chi vorrebbe il tampone preventivo

LIDI. Si spezzano le barriere regionali e, dal 3 giugno, ai Lidi comacchiesi è prevista la prima vera ondata di turisti dell’estate. Tra residenti e operatori del territorio si fanno avanti posizioni di cauto ottimismo, intercalate da perplessità e timori, fondati sul rischio di nuovi focolai dell’epidemia da coronavirus.

SPAZI ENORMI


«Vivo a stretto contatto con la gente che vive qui – dichiara Marzio Grigatti, socio di Nello Gelli dell’omonima agenzia immobiliare di Porto Garibaldi –, c’è un allarmismo esagerato, ma voglio dire che se uno vuole venire qua in vacanza, può disporre di spazi enormi. In spiaggia erano già notevoli gli spazi tra ombrelloni e ora sono pure aumentati. I nostri appartamenti vengono igienizzati sulla base delle linee guida regionali –prosegue Grigatti –; le porte sono aperte, a tutti i turisti indistintamente. Lanciamo un segnale positivo di massima accoglienza. Perbacco, arrivino pure turisti anche da altre Regioni!»

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BENVENUTI

Un residente, Andrea Carli, pescatore imbarcato a bordo del peschereccio Ketty, intento a riparare una rete da pesca, si dice convinto che «la gente è stanca di stare in casa, se non ci si muove, si ferma tutto, l’economia deve rimettersi in moto. È un bene che vengano giù turisti anche dalla Lombardia e da altre regioni. Sapranno tutti – osserva Carli – come comportarsi e del resto il virus, si dice, che stia affievolendo». In tanti hanno preso d’assalto i viali del passeggio, approfittando di una tappa in gelateria, rispetto alla spiaggia, visto il tempo incerto e le folate di vento proprie del periodo. Al Lido delle Nazioni la ricollocazione dei banchi del mercato su un’unica fila, con distanze di 8 metri tra un banco e l’altro (anziché di 3 metri e mezzo) ha accontentato tutti, dai clienti, agli operatori, al Comune, senza dar luogo a pericolosi assembramenti.

Sì, MA CON I TAMPONI

In disaccordo sulla riapertura dei confini regionali anche Alex Gobbo, veneto domiciliato a Comacchio. «Aprire alle regioni con un più alto tasso di contagio, secondo me, è uno sbaglio – interviene il giovane –; dalla prossima settimana tanti milanesi e lombardi scenderanno nelle zone di vacanza al mare, ma non si è tenuto in debito conto il problema degli asintomatici ed è attraverso loro che il virus può continuare a propagarsi. Sarebbe opportuno prevedere tamponi a tutti prima di consentire gli spostamenti in altre regioni».

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POCHE MASCHERINE

Mery Beneventi di Comacchio fa notare come «non tutti abbiamo la mascherina e i medici continuano a ripetere tutti i giorni che con il caldo non risulta in decadimento il virus. Vanno mantenute rigorose misure precauzionali – aggiunge la ragazza –, per tutti, a prescindere dalla Regione di provenienza».

BASTA BARRIERE

Propensa all’azzeramento delle barriere regionali, invece, è Federica Felisatti, titolare della gelateria Del cuore di Porto Garibaldi. «Un po’ di paura ce l’ho – ammette Federica –, ma credo nel buon senso delle persone. Se verranno giù da altre regioni sono sicura che sapranno comportarsi di conseguenza. Noi come operatori ci siamo già tutelati con il ricorso alle barriere in plexiglass e non credo proprio che i turisti vengano qui a fare gli untori. Hanno il diritto come noi di rilassarsi dopo un lungo periodo di lockdown. È giusto che vengano anche da Regioni più colpite dal virus».

Maura Fogli, titolare del Budapest Cafè in Piazza III Agosto a Porto Garibaldi chiede «a tutti i turisti la provenienza, per curiosità, non certo per discriminarli. Qui da noi ci sono bagni che lavorano solo con i turisti milanesi e anche qui al bar, oltre ai residenti, arrivano clienti di Modena, Ferrara e da tante località, compreso il nord Italia. Vengano pure tutti – conclude la barista –: li aspettiamo a braccia aperte». —

KATIA ROMAGNOLI

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