Contenuto riservato agli abbonati

Ferrara, lo screening Avis su 12mila donatori: «Test volontario, si parte dal plasma»

La proposta già in Regione, la speranza è trovare una terapia. L’indagine sierologica sui sacerdoti sul tavolo del vescovo 

FERRARA. Dopo aver battuto ospedali, case di riposo e uffici assortiti della pubblica amministrazione il piano regionale per l’individuazione dei cittadini portatori del virus, ma asintomatici, amplia la platea dello screening sierologico estendendolo ai farmacisti convenzionati, ai donatori di sangue, agli operatori delle associazioni nel sistema delle ambulanze, ai taxisti, agli autisti di auto con conducente, ai sacerdoti e agli operatori del trasporto pubblico ferroviario e su gomma. La nuova campagna – su base volontaria – partirà nei prossimi giorni, ma c’è già chi si è portato avanti col lavoro. L’Avis provinciale ha sottoposto a screening tutti i suoi operatori (medici, infermieri, amministrativi e volontari delle sezioni periferiche) ed è pronta a recepire le direttive della Regione per allargare le adesioni anche ai soci. Sugli oltre 100 test eseguiti solo uno ha rivelato un contagio in corso, la persona è stata subito posta in isolamento in attesa del tampone. Ora si attendono le istruzioni per il passaggio allo screening diffuso, sui soci.

PLASMAFERESI A CENTO


«Abbiamo esaminato la questione da diversi punti di vista. Alla Regione abbiamo proposto di avviare lo screening partendo dai donatori che effettuano la plasmaferesi – spiega il direttore sanitario dell’associazione provinciale, Florio Ghinelli – Questa modalità ci consentirebbe di iniziare subito ad individuare le persone che hanno contratto il virus ma che poi non si sono ammalate perché hanno sviluppato gli anticorpi. Se gli studi in corso sull’efficacia del plasma nella lotta all’infezione daranno esito positivo da qui ci si potrà muovere per produrre le immunoglobuline che possono arrestare l’azione di questo patogeno». In provincia di Ferrara i soci Avis sono circa 12mila e rilasciano 22mila donazioni; in un anno in provincia vengono raccolte 1.100 sacche di plasma. Uno degli obiettivi dell’Avis provinciale è potenziare a breve questa parte delle donazioni con l’insediamento di due macchine per la plasmaferesi a Cento.

IL TEST BENE ACCOLTO DAI TASSISTI

Il passo avanti della Regione coinvolge diverse classi di cittadini con una pluralità di contatti sociali per motivi di lavoro. I sacerdoti sono tra le categorie citate nella circolare dell’Emilia Romagna. «Questa settimana – annuncia don Massimo Manservigi, vicario generale della Diocesi di Ferrara-Comacchio – la questione sarà valutata insieme al vescovo». I farmacisti, in parte, hanno già partecipato a due campagne di screening. Gli operatori dell’Afm, l’azienda comunale, sono stati affiancati nell’indagine sierologica ai dipendenti di Ferrara Tua. Il test rapido aveva individuato un solo addetto positivo che in quel periodo, fra l’altro, non era al lavoro: sottoposto ai test successivi era risultato negativo. Ora lo screening sarà esteso a tutti i farmacisti privati convenzionati.

La notizia della nuova campagna regionale è stata ben accolta anche dai tassisti. «Avevamo già deciso di eseguire l’esame sul personale – annuncia il presidente di Radiotaxi, Davide Bergamini – Ci eravamo rivolti sia al Comune che alla Regione, ma la nostra proposta non aveva trovato riscontro, almeno fino a pochi giorni fa. L’indagine regionale viene proprio incontro alla nostra richiesta». Le analisi rivelano se la persona ha avuto contatti col coronavirus e consentono quindi di mappare la presenza della pandemia sul territorio. Se il risultato del test è positivo, si procede con l’effettuazione del tampone per verificare se la malattia è in corso; se anche il tampone risulta positivo, viene attivata la presa in carico che contempla l’osservazione, l’isolamento del paziente e l’eventuale terapia. ––



RIPRODUZIONE RISERVATA