Ferrara, archeologico, Casa Romei e Pomposa: tre gioielli in attesa di riaprire

Mancano ancora le indicazioni della Direzione Regionale. La responsabile: noi siamo pronti con le misure di sicurezza 

FERRARA. Prima Palazzo dei Diamanti con la mostra dedicata a Banksy. Oggi Palazzo Schifanoia e la Pinacoteca nazionale. Il 6 giugno il Castello Estense.

L’ATTESA


Il fitto calendario ferrarese di riaperture artistico-culturali aspetta ancora di fissare la data per altre tre importanti realtà del panorama turistico della città e del territorio: il Museo Archeologico Nazionale a Palazzo Ludovico il Moro, Casa Romei e il complesso dell’Abbazia di Pomposa.

Tutti siti artistici, spiega la direttrice dell’Archeologico, Paola De Santis, che dipendono dalla Direzione Regionale dei Musei dell’Emilia Romagna e che al momento non ha ancora dato disposizioni per la ripresa delle visite al pubblico: «Siamo ancora chiusi, in attesa di indicazioni da parte della direzione regionale. Da parte nostra ci siamo preparati e siamo pronti alla riapertura, con un progetto di sanificazione, dispositivi di protezione e contratti rinnovati. Abbiamo anche formulato diverse ipotesi per organizzare gli ingressi contingentati, attivandoci per una riapertura “leggera” del Museo Archeologico limitata alla Sala delle imbarcazioni monossili (le Piroghe) e la Sala del Tesoro. Ma senza indicazioni regionali non possiamo procedere. I tempi? Il 3 giugno riaprono gli uffici di Bologna, qualcosa potrebbe forse muoversi. Nel frattempo, i musei restano chiusi e sorvegliati dai custodi».

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SITI APERTI

Dei 28 siti e istituti culturali emiliano romagnoli assegnati alla Direzione regionale, solo quattro finora hanno riaperto tra il 23 e il 24 maggio: il Castello di Torrechiara a Langhirano (Parma), il mausoleo di Teodorico e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna, e parte della Pinacoteca Nazionale di Bologna. Una scelta dettata dalla presenza di grandi mostre (in questi giorni la Pinacoteca felsinea ospita le esposizioni del progetto “Un dialogo tra le arti a Bologna nel segno di Raffaello”), o dalla particolare capacità attrattiva, come i tesori ravennati.

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SITI CHIUSI

Ma per la maggior parte, i luoghi di cultura assegnati alla Direzione regionale al momento non hanno ancora avuto il via libera. I siti ferraresi (a cui va aggiunta anche Casa Minerbi), sono dunque in buona compagnia. In Emilia Romagna, tra gli altri, continuano infatti a essere inaccessibili l’area archeologica e il museo etrusco di Marzabotto, il Castello di Canossa (Reggio Emilia), il museo archeologico nazionale di Sarsina (Forlì), la Fortezza di San Leo a Rimini, la Camera di San Paolo a Parma e l’area archeologica di Veleia a Lugagnano Val d’Arda (Piacenza). «È una macchina che va messa in moto con i dovuti tempi, per poter fornire un servizio di accoglienza in piena sicurezza - conclude De Santis - Noi siamo pronti a riaprire non appena arriverà l’indicazione dalla direzione regionale». —

Alessandra Mura

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