«C’è lo stop all’idrossiclorochina non alle terapie con antivirali»

La Regione ne ha sospeso l’impiego al di fuori degli studi clinici  Anna Marra (Sant’Anna): nessun effetto avverso tra i nostri pazienti  

Il bilancio

Anna Marra è la responsabile della farmacovigilanza dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, in pratica controlla che la somministrazione dei medicinali ai pazienti avvenga rispettando tutte le prescrizioni di sicurezza. La dirigente, durante i mesi dell’emergenza Covid-19, ha collaborato con un team di specialisti (infettivologi, internisti, anestesisti, cardiologi etc.) per verificare l’adesione ai protocolli terapeutici e alle indicazioni disponibili per l’uso dei farmaci su pazienti affetti da Sars-Cov-2. Da qualche giorno il gruppo di lavoro ha recepito il contenuto della circolare della Regione Emilia Romagna che sconsiglia l’uso di idrossiclorochina e clorochina sui pazienti, al di fuori degli studi clinici.


«Abbiamo seguito le indicazioni dell’Aifa e delle Regioni. Siamo anche rimasti in contatto con chi sta conducendo le ricerche sull’uso di queste molecole - spiega Anna Marra - In seguito all’articolo pubblicato su “Lancet”, alla posizione di cautela assunta dall’Oms e alla circolare della Regione l’impiego di questi farmaci è stato sospeso anche al Sant’Anna. Sono stati somministrati a pazienti ricoverati in ospedale e curati a domicilio, in particolare nelle prime fasi dell’infezione, tra chi non presentava sintomi gravi».

Il gruppo di lavoro non la rilevato «effetti avversi di rilievo, riferibili in particolare a pazienti con problemi di natura cardiovascolare». Anche perché, sottolinea Anna Marra, è stata condotta «un’attenta analisi sull’eleggibilità di ogni singolo paziente, cioè sul rapporto rischi/benefici prevedibili in base all’interazione del farmaco con le condizioni dell’ammalato e con le sue eventuali comorbilità, cioè le altre patologie che presentava al momento del ricovero». La cancellazione dell’opzione terapeutica clorochina/idrossiclorochina non ha privato i pazienti di terapie alternative, in particolare dell’uso di antivirali appositamente indicati e prescritti per i pazienti Covid.

«Lo stop della Regione - aggiunge l’infettivologo Marco Libanore - è condivisibile. Esistono innumerevoli casi clinici, ognuno diverso dall’altro, e per testare l’efficacia di un farmaco che può determinare effetti collaterali importanti è bene prima portare a termine gli studi scientifici». —

Gi.Ca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA