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Nasce ai Lidi il pronto soccorso per le tartarughe marine

La sede è all’interno dell’Anmi: è stata aperta la collaborazione con i pescatori. Liberata ieri la prima tartaruga curata. Era stata recuperata ferita da una barca

PORTO GARIBALDI. Un Centro di primo soccorso per tartarughe marine è stato inaugurato ieri a Porto Garibaldi. Dopo la cerimonia, nella sede del centro ricavata all’interno dello stabilimento balneare dell’Anmi (associazione nazionale marinai d’Italia), è seguito il rilascio in mare di un esemplare.

Il nuovo servizio, che prevede un intervento tempestivo in caso di rinvenimento di una tartaruga ferita, è assicurato dal Centro sperimentale per la tutela degli habitat (Cestha) di Marina di Ravenna, in collaborazione con la Turtle of the Adriatic Organization (Tao), associazione di biologi che si dedicano alla ricerca, sensibilizzazione e tutela della fauna e degli habitats dell’Alto Adriatico, con sede al Lido di Spina.


IN MARE

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti Simone D’Acunto, direttore di Cestha, Andrea Ferrari di Tao, in rappresentanza del Comune di Comacchio, l’assessore Maria Chiara Cavalieri, ed il comandante della locale Capitaneria di Porto, Francesco Luciani. Si tratta, ha sottolineato D’Acunto «di una struttura dotata di tre vasche per la temporanea accoglienza degli esemplari raccolti prima del loro trasferimento, entro 48 ore, nella struttura allestita presso la nostra sede di Marina di Ravenna. Nella quale la tartaruga sarà curata e seguita prima di essere rilasciata in mare».

Porto Garibaldi, tartaruga torna in mare dopo le cure



I PESCATORI

La tartaruga, alla quale è stato attribuito il nome “Scaglia” perché, come ha spiegato D’Acunto, «al momento del suo rinvenimento all’interno di una rete da pesca per cefali da parte di un equipaggio di una barca di Porto Garibaldi, la tartaruga era completamente coperta di scaglie dei pesci contenuti della rete».

Fondamentale in questo caso ma anche per il futuro, ha aggiunto il rappresentante di Cestha, «la sensibilizzazione e la collaborazione dei pescatori, i quali si sono dimostrati disponibili a recuperare le tartarughe rinvenute e segnalarle ai noi».

Quindi, è seguito il taglio del nastro effettuato dall’assessore Cavalieri ed il successivo trasferimento dei partecipanti alla qualificante iniziativa al molo della località peschereccia e balneare, dove era in attesa la motonave Dalì che ha collaborato alla finalizzazione dell’intervento di rilascio in mare. Così, una volta saliti a bordo i partecipanti, la motonave è uscita dal Portocanale dirigendosi verso il mare aperto percorrendo alcune miglia quindi, dopo avere gettato l’àncora, due giovani ma esperte sub di Tao hanno provveduto a portare all’interno di un contenitore galleggiante la tartaruga “Scaglia” di fianco la motonave “Dalì”, cui è seguito il rilascio. —

Piergiorgio Felletti. © RIPRODUZIONE RISERVATA .