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Ferrara, terrore alla Gad: fa una doppia rapina e poi scappa con il furgone dei rifiuti

Dopo i reati fugge in autostrada nella notte e arriva indisturbato fino a Padova, dove 8 ore dopo viene bloccato

Ferrara, terrore alla Gad: semina il panico con una pistola, compie rapina e scappa su un furgone

FERRARA. È un tunisino quarantunenne, con precedenti per droga e per rapina, il protagonista di una notte alla pulp fiction, che ha fatto ritornare la zona Gad nell’incubo criminalità. Nell’ordine ha compiuto dalle 23.30 dell’altra notte una tentata rapina con l’aggravante di aver sferrato un pugno ad un ragazzo, un’altra è riuscita a consumarla sempre sotto la manaccia di una pistola che poi si è rivelata giocattolo. È poi la lunga fuga indisturbata in autostrada, che ha del clamoroso, a bordo del più improbabile dei mezzi, un furgoncino usato per la raccolta dei rifiuti della Coop Brodolini, sottratto ad una operatrice davanti alla stazione. Una volta intercettato è nato un inseguimento a Padova, l’uomo braccato ha provocato un incidente e ha dovuto lasciare il furgone ammaccato nel centro della città patavina e scappare cercando un nascondiglio. Tutto in una notte. Braccato per ore dalle forze dell’ordine è stato identificato vicino al Cus di Padova ferito e malconcio per un incidente col furgone e portato all’ospedale. Ora si è in attesa della convalida dell’arresto da parte della magistratura.

NOTTE BRAVA

L’obiettivo del rapinatore che orbita per finalità di spaccio anche a Ferrara, era a quanto pare prendere un mezzo per recarsi con urgenza a Padova. Così è arrivato nei pressi del parcheggio di via Modena, dove c’è anche il McDonald’s e si è avvicinato a dei ragazzi con la scusa di chiedere un accendino, ha cercato sotto la minaccia di una pistola di prendere l’auto a una ragazzo, ma questo si è chiuso dentro, evitando la razzia. Deluso per la rapina sfumata si è allontanato in bici non prima di aver sferrato un pugno ad un altro ragazzo che si trovava nella zona.



L’appuntamento con la rapina era solo rinviato, perché poco dopo, arrivando davanti alla stazione, che in quel momento non era presidiata, ha minacciato con la stessa pistola una dipendente della Brodolini intenta nelle operazioni di pulizia. Le ha sottratto il furgoncino, un Piaggio Porter, e si è allontanato a fari spenti nella notte. È poi scattato l’allarme, ma il tunisino nel frattempo aveva imboccato l’autostrada A13 in direzione nord, arrivando indisturbato fino a Padova, eludendo tutti i controlli.

CACCI ALL'UOMO

Grazie al Gps collocato sul mezzo, il fuggitivo veniva successivamente segnalato in via Salerno. Qui il tunisino citofonava con insistenza all’abitazione dell’ex datore di lavoro, che appena il 24 maggio era stato già a sua volta vittima di analoga rapina (anche in quell’occasione aveva minacciato la vittima con una pistola, sottraendogli il mezzo di proprietà, per poi abbandonarlo dopo un inseguimento). Poco dopo il furgone veniva invece segnalato all’altezza di Corso Milano, e poi ancora nei pressi di Piazza Duomo. L’autoveicolo veniva di seguito rinvenuto dai Carabinieri all’incrocio fra via Monte di Pietà e via Manin in stato di abbandono ed incidentato sul lato sinistro. Alcuni testimoni hanno riferito che il conducente del mezzo, sceso impugnando una pistola, veniva affrontato da due ragazzi nordafricani che riuscivano a disarmarlo e a gettare l’arma a terra. Quest’ultima, una volta recuperata è risultata essere una pistola ad aria compressa priva di tappo rosso. Sul posto venivano rilevate pure copiose tracce ematiche, così come anche sul furgone incidentato.



Le ricerche condotte in sinergia tra Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri si sono protratte tutta la notte, fino a quando alle 7.40, personale del Commissariato “Stanga”, riusciva a rintracciarlo all’interno di un edificio abbandonato, da lui solitamente frequentato in via Corrado nei pressi del Centro Sportivo Universitario. All’interno dello stabile c’era un giaciglio di fortuna con presenti tracce di sangue. Portato in questura per gli accertamenti, l’uomo è ora ricoverato e piantonato nel reparto maxillo facciale. Fuga finita. —