Ferrara. Insulti, pugni in pancia e sputi: la ex convivente lo denuncia

L’uomo aveva fatto ricorso al tribunale contro l “ammonimento” del questore. I giudici lo smentiscono: «sono fatti gravi, non frutto di un momento di ira»

FERRARA. Lei stava lavorando al bar, lui, l’ex convivente con il quale ha avuto anche un figlio, si presentò facendo una scenata di gelosia, prima dicendo che sapeva chi era il suo nuovo compagno, e poi perdendo il controllo la insultava e minacciava.

Troppe violenze


Violenze psicologiche e anche fisiche che la donna di turno è stata costretta a subire, tutte denunciate e che sono costate all’ex convivente il provvedimento di “ammnimento” del questore, che impone alla persona ammonita di cambiare comportamenti altrimenti verrà denunciato d’ufficio penalmente per stalking.

Questo il contesto del contenzioso giudiziario che è stato discusso davanti al Tar, tribunale amministrativo regionale, dove l’ex convivente ha presentato ricorso contro l’ammonimento del questore, ritenendolo troppo grave per le azioni che aveva compiuto.

I giudici, inutile dire, gli hanno dato torto, confermando le accuse e soprattutto quelle violenze psicologiche e fisiche imposte alla sua ex compagna. Fatti e non solo parole, come sosteneva lui. Perchè quella sera di diversi mesi fa, causa scatenante che ha portato il questore ad adottare l’ammonimento, dopo aver fatto l’incursione al bar dove lei lavorava, l’ex convivente l’ha aspettata a casa, ricominciando la discussione sul tradimento, afferrandole i polsi, spingendola, strattonandola, colpendola con un pugno alla pancia e sputandole in faccia e tanto altro. Tutto registrato negli atti giudiziari depositati dai giudici del Tar. Che vanno oltre e ricordano che dopo tutto questo, le violenze si sono poi trasferite al Pronto soccorso. Lei, infatti, si era recata a Cona, per essere medicata da quelle lesioni (anche se non gravi) e qui incontra anche lui: che ricomincia ad insultarla, minacciarla di fronte a tutti i presenti. E non pago di tutto questo se la prendeva anche con il nuovo compagno, insultando e minacciando anche lui.

Bene, nonostante questo quadro, l’uomo, lo stalker di turno, chiedeva ai giudici di annullare l’«ammonimento» del questore nei suo confronti perchè non giusto e troppo grave rispetto ciò che lui aveva fatto e che riteneva essere soltanto un episodio, un momento sporadico di perdita di controllo.

Smentito dai giudici

I giudici lo smentiscono: «Dalla dinamica dei fatti è ragionevole ritenere che il fatto non sia stato episodico o meglio non sia frutto di un momento di ira od emotivo». Ed elencano i fatti, ricostruendoli: prima lui ha raggiunto lei sul posto di lavoro, dove discute con il nuovo compagno, poi continua la pressione a casa di lei e quindi al Pronto soccorso dove lui minaccia lei e la insulta nuovamente.

«Oltre che non episodico il fatto si può ritenere grave vista la violenza psicologica che la donna ha subito, essendo stata minacciata e ingiuriata dall’ex convivente sia sul posto di lavoro alla presenza di colleghi, altre persone e dei figli, e poi all’ospedale davanti a tanti altri». La decisione, si badi bene, è di pochi giorni fa, il 27 maggio scorso: i giudici hanno dunque confermato il provvedimento contro l’ex convivente che ora, in queste settimane e nei prossimi giorni, dovrà cambiare i suoi comportamenti. In caso contrario rischia grosso: finora i provvedimenti riguardano la giustizia amministrativa, poi si passa al penale, reato di stalking. —

Daniele Predieri

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