Lido Volano, le tartarughe marine e i delfini finiscono sotto protezione

Una task force per la tutela e lo studio di queste specie nel nostro mare. Prendono il via corsi e formazione anche per i pescatori e per i cittadini

LIDO VOLANO. Scende in campo una task force per la tutela e lo studio dei delfini e delle tartarughe marine, raggruppando, sotto il marchio Delta Rescue, diverse realtà del territorio, già attive nella salvaguardia ambientale. Aics (Associazione italiana cultura e sport), Enpa di Lagosanto, Circolo nautico Volano, Corpo dei vigili giurati di Goro, Fondazione cetacea onlus di Riccione e Polizia provinciale di Ferrara hanno dato forma ad un gruppo di lavoro e ad un progetto, il quale ha come comune obiettivo il tracciare gli spostamenti sotto costa di tartarughe marine e delfini, studiandone comportamenti e altri aspetti della loro vita.

IL PROGETTO

«Vogliamo attivare le procedure per il riconoscimento dei delfini – spiega Mauro Rinaldi, referente regionale di Aics –, per creare un’anagrafe di quelli che attraversano la nostra costa. La pinna dorsale dei delfini è come una sorta di impronta digitale, che permette di identificarli e questo ci consentirà di capire quanti sono, come si spostano e cosa fanno nell’Adriatico».

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Durante l’estate saranno promossi incontri info-formativi, rivolti a residenti ed a turisti, per mostrare le numerose attività svolte da Aics in collaborazione con altre associazioni del territorio, allo scopo di coinvolgere nei progetti di studio e di tutela quanti più volontari possibile ed arrivare così a formare una rete importante per la tutela di questi animali.

LO STUDIO

«Per quanto riguarda l’anagrafe dei delfini – prosegue Mauro Rinaldi– vogliamo formare persone, in particolare diportisti, per far loro acquisire competenze tecniche necessarie a scattare foto mirate, utili al riconoscimento di questi magnifici mammiferi marini. C’è bisogno dell’aiuto di tutti».

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In forza di un accordo tra Aics, Istituto zooprofilattico di Cassana, Fondazione Cetacea di Riccione ed Enpa di Lagosanto è stato avviato, inoltre, un progetto ulteriore, che prevede lo studio delle carcasse delle tartarughe marine spiaggiate che, altrimenti sarebbero recuperate, come rifiuti speciali, dalla cooperativa Brodolini. «In questo caso l’obiettivo – tiene a precisare il referente regionale di Aics –, è quello di capire le eventuali cause di morte della tartaruga marina, per esaminare, a sua volta, quello che sta avvenendo in mare». In caso di avvistamento di una tartaruga marina morta, si può contattare direttamente Enpa di Lagosanto o le Forze di polizia del territorio che, a loro volta, attiveranno il servizio di recupero. Quest’ultimo sarà effettuato da un automezzo messo a disposizione dell’Enpa di Lagosanto, che si farà carico del trasporto sino all’Istituto zooprofilattico di Cassana, alle porte di Ferrara.

SI RIPARTE

«Stiamo formando le guardie volontarie di Gev Legambiente – evidenzia Rinaldi –, ma anche i bagnini, per insegnare loro come trattare sia le tartarughe ferite che quelle morte. Anche questo nuovo progetto ci permetterà di reperire numerose informazioni utili sulla vita delle tartarughe marine». Emergenza coronavirus permettendo, Aics conta non solo di riprendere in mano la collaborazione con il Circolo nautico Volano, per la liberazione delle tartarughe marine ferite, ma anche di presentare le iniziative nella Torre della Finanza a Volano. —

Katia Romagnoli

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