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«Un appalto pilotato tra Ferrara Fiere, funzionari Acer e tecnici privati»

Per l’accusa sarebbe stata favorita la ditta Aec. Coinvolto con Parisini e Palombo anche l’ex politico Cavallina 

Ferrara, le perquisizioni di guardia di finanza e carabinieri in Fiera



È una raffica giudiziaria degli stessi reati che avevano acceso gli anni di Mani Pulite: ma erano ormai tanti anni, se non decenni, che a Ferrara, indagati ed avvocati non si trovavano di fronte a contestazioni per corruzione, concussione, peculato, abuso d’ufficio, truffa, falsi, turbativa d’asta, una raffica “sparata” in questi giorni contro 14 indagati da procura, carabinieri e finanza.

In realtà a caricarla, la “raffica”, è stato un Grande accusatore, Pietro Scavuzzo, imprenditore di una azienda di allestimenti fiera, lui stesso indagato dopo le sue denunce– accuse, conosciuto soprattutto per il suo passato di collaboratore di giustizia e pentito di mafia, negli anni’90, nel trapanese, in Sicilia.



Raccogliendo le sue accuse, le prime un anno e mezzo fa in un esposto e poi approfondite in questi mesi con interrogatori, anche questi a raffica, una decina, gli inquirenti hanno fatto fare il classico salto all’inchiesta.

Che ruota attorno all’appalto da 5 milioni di euro per la ristrutturazione post-sisma dei padiglioni della Fiera cittadina, e che vede indagati i massimi dirigenti dell’ente, funzionari di Acer e tecnici per i tipici reati di appalti pilotati: turbativa, abuso d’ufficio e, per alcuni, anche corruzione. Ma non c’è solo questo, visto che nell’inchiesta gli inquirenti stanno facendo verifiche su tutta una serie di appaltini, legati alle forniture si servizi all’ente Fiera, per cui Scavuzzo aveva rapporti commerciali con dirigenti della Fiera stessa: prima Nicola Zanardi, ex presidente e Filippo Parisini, l’attuale. Per entrambi dai racconti di Scavuzzo emergono i reati di peculato e concussione (Scavuzzo sarebbe stato ricattato, a suo dire) e sempre sul filone delle forniture compare tra gli indagati anche Angelo Rollo, della società WebLand, fornitore di servizi informatici alla Fiera.



Ma i reati più gravi, dicevamo, sono quelli legati al bando di gara per i lavori post-sisma, quei 5 milioni che la Regione finanziò per mettere a norma antisismica i padiglioni di Ferrara Fiere dopo il terremoto del 2012.

Assegnazione pilotata

E qui, su questo appalto, l’inchiesta si allarga: indagati sono il presidente Parisini, e con lui, per turbativa d’asta l’ingegnere Davide Grandis, tre dirigenti di Acer (il presidente Daniele Palombo e i funzionari Marco Cenacchi e Massimo Cazzola (solo falso per lui), quindi il referente (meglio ex) nel Ferrarese della ditta Aec Costruzioni di Modena, l’ingegnere Aldino Cavallina, tecnico con un passato nella politica ferrarese, esponente di Pci, Ds e poi Pd, ex sindaco di Ro Ferrarese anni prima dello stesso Parisini. Tutti loro, secondo quanto si apprende – come ipotesi d’accusa che dovrà esser dimostrata – avrebbero pilotato l’assegnazione dell’appalto, anticipando e consegnando documenti all’Acer – che svolgeva funzioni di ente appaltante – per favorire la ditta modenese Aec Costruzioni. La stessa azienda edile, colosso nel campo dell’edilizia, è coinvolta: sono indagati, per turbativa d’asta, i due massimi dirigenti, Stefano Zaccarelli e Sandro Mantovani.

E adesso, dopo il blitz tra Ferrara e Modena, che ha portato finanza e carabinieri a raccogliere decine di faldoni con carte, documenti, mail stampate e soprattutto sequestrare computer, tablet e materiale informatico (personali e aziendali) degli indagati, ora inizia la fase di studio. Per verificare se quella raffica giudiziaria di reati possa essere confermata o no. Ipotesi di reato che debbono essere riscontrate, perché non bastano, ovviamente, agli inquirenti le accuse di Scavuzzo. Anche perché, come ribadiamo, al conteggio dei 14 indagati mancano tre nomi, e sarebbero amministratori pubblici sui quali al momento non sono stati eseguiti atti giudiziari ma sarebbero iscritti a registro indagati come atto dovuto: posizioni da verificare così come tute le altre. Fin qui, tesi dell’accusa– gli inquirenti: procura, carabinieri e finanza – mentre le difese già si muovono: gli avvocati degli indagati Zaccaria, Linguerri, Caniato, Bolognesi e Gallerani stanno valutando il ricorso al tribunale del Riesame contro i sequestri: richiesta tecnica che permetterà ai legali e indagati di conoscere gli atti d’accusa. –