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Il sistema Scavuzzo nei lavori in Fiera a Ferrara. Pagava per avere l’esclusiva negli stand

I legali dell’accusatore: «Era costretto a sottostare ad un accordo verbale». Per ogni intervento versava il 20% all’Ente 

FERRARA. Negli anni, Pietro Scavuzzo imprenditore di Europa Stand e Stand Italia, era diventato il punto di riferimento per gli allestimenti interni dei padiglioni di Ferrara Fiere. Un rapporto commerciale, per lui imprenditore con un passato ingombrante (ex pentito di mafia, al confino nel Ferrarese dagli anni ’90) che lo aveva portato ad essere il factotum di Ferrara Fiere (e dunque anche il conoscitore di meccanismi e sistemi). Peccato che questo rapporto si sia incrinato nel marzo 2017, con la decisione - solo apparentemente consensuale, visto che poi denuncerà tutti e tutto - di uscire dalle forniture di Ferrara Fiere.



Avvisi e perquisizioni

Il motivo? È quello su cui ora si concentrano le attenzioni di procura, finanza e carabinieri che hanno “sparato” la raffica di avvisi di garanzia e perquisizioni. In primis per i presidenti, l’ex Nicola Zanardi e l’attuale, Filippo Parisini, accusati di concussione e peculato. Poichè esisteva, in Ferrara Fiere, una sorta di Sistema Scavuzzo. Ma guai a chiamarlo così: i suoi legali, ieri, non a caso, ribadivano che «se di sistema si parla, è un sistema cui ha dovuto sottostare fin dall’inizio per poter lavorare in Ferrara Fiere», affermano all’unisono gli avvocati che lo assistono Lorenzo Buldrini ed Elisabetta Marchetti. Si tratta di consuetudini per cui, ha raccontato Scavuzzo, per ogni lavoro assegnato versava a Ferrara Fiere il 20% per avere l’esclusiva: non erano nè tangenti nè altro, quel 20% faceva parte di un accordo verbale che vigeva nella gestione Zanardi, poi ereditato da Parisini. Tra il dare e l’avere, Scavuzzo vanterà crediti per 300mila euro, che non gli vengono pagati. Un contrasto che innesca la sua fuoriuscita (poi la cifra verrà transata per 50mila euro) ma prima - racconterà poi Scavuzzo - i contrasti sui crediti si sono trasformata nei ricatti (presunti), contestati come concussione a Parisini e Zanardi, per le pressioni su di lui: doveva rispettare l’accordo per esser pagato. Ipotesi di reato, da riscontrare, e lo farà l’inchiesta in corso.

Numeri che ballano

Così come servono riscontri sui peculati contestati a Parisini e Zanardi,in un caso in concorso con Angelo Rollo, imprenditore servizi informatici, per cui il legale, Pasquale Longobucco, spiega essere accuse prive di fondamento. Fin qui i reati contestati, al di fuori dell’appalto da 5 milioni per il post-sisma. Tranche di indagine che ruota attorno ad Aldino Cavallina, ingegnere di Aec (la ditta che vincerà ’appalto) nonchè ex politico storico di Pci,Ds e Pd. Appalto pilotato, dice l’accusa, sul quale vi sono divergenze sui numeri: la cifra delle stime dei lavori nettamente inferiore al finanziamento da 5 milioni che la Regione assegnerà a Ferrara Fiere: numeri che ballano, l’indagine dovrà chiarire anche questo. —

Daniele Predieri

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