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Stavolta a vendere è la Cina: lo storico bar di Codigoro torna “italiano”

Dopo un periodo di declino, l’Old River passa nelle mani di un imprenditore locale. L’amara sorpresa: «Mi hanno lasciato bollette da pagare, ma credo nel futuro»

CODIGORO. In controtendenza rispetto alla crisi che ha colpito in questi mesi soprattutto il settore dei pubblici esercizi, risorge Old River, bar storico, ex albergo al servizio della vecchia stazione ferroviaria, accanto al quale scorre un canale del Consorzio di Bonifica.

Ma a saltare agli occhi è un altro aspetto in controtendenza assoluta, perché gestione e licenza del bar sono state passate da un cittadino cinese ad un codigorese doc, Marcello Vassalli, gestore fino a pochi mesi fa del bar Sport, in via XX Settembre.


La rimessa in sesto

«In dicembre avevo avviato le trattative e in gennaio ho concluso l’atto notarile, per cui mi sono dato da fare per ristrutturare, tinteggiare, sistemare l’area esterna, ridotta a sterpaglie e a deposito di rifiuti, oltre a richiamo per topi – spiega Marcello Vassalli –. L’ho trasformata in un bel parcheggio. Ho riordinato la veranda esterna, acquistando ombrelloni e nuovi arredi, ma ho anche acquistato attrezzatura da pesca, che presto ai pescatori che vengono, specie nel fine settimana, a pescare lungo l’argine».

Da una ventina di giorni la corrente elettrica e gli impianti interni al bar vengono alimentati da un generatore esterno, perché «ho scoperto, solo dopo una settimana dall’apertura del bar – osserva il nuovo gestore dell’Old River –, che il precedente barista cinese non aveva pagato una bolletta da 2mila euro, ma nel frattempo, senza che io sapessi nulla o potessi immaginarlo, sono arrivati i tecnici a staccare il contatore». Vassalli ha così dovuto fronteggiare un insoluto della vecchia gestione e tra una settimana la corrente elettrica, se ogni cosa si rimetterà in fila, sarà ripristinata.

Locale nato nel 1906

Una sfida a tutto campo è quella intrapresa da Vassalli, ma anche dal proprietario dell’immobile, situato di fronte alla sede del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara. La famiglia di Giuseppe Duati, il proprietario, è quella che nel secolo scorso ha gestito il locale, dopo la sua conversione da albergo in bar.

«Questo è un pezzo di storia di Codigoro – afferma lo stesso Duati –, costruito nel 1906, dove si fermavano funzionari del consorzio stesso e della vicina ex Eridania. Per sgravare Marcello, che ha sostenuto costi di riammodernamento, ma anche di utenze, visto l’insoluto della precedente gestione, ho pensato che fosse giusto risparmiargli tre mensilità dell’affitto. Questo bar sta rinascendo, è un luogo vivo, un altro mondo rispetto al degrado in cui era finito. Sono contento che sia tornato a gestirlo un codigorese», aggiunge ancora Duati.

Dopo essersi rimboccato le maniche, sdrammatizzando sul problema al ginocchio che gli ha creato qualche disagio, Vassalli ha puntato tutto per trasformare la crisi provocata dall’epidemia in una opportunità imprenditoriale e in una occasione di rilancio di un’area storica del territorio, circondata da distese verdi, che cingono il Consorzio di bonifica e la vicina Garzaia. Tra le acque del canale denominato Acque Basse, che scorre accanto al bar si pescano pescegatti, carpe, ma anche qualche cefalo e pure anguille; per intercettare l’interesse dei pescatori, Vassalli mette a loro disposizione l’attrezzatura da pesca acquistata ad hoc.

Poi l’orario degli aperitivi «sta facendo tornare anche la gente di Codigoro – conclude Vassalli –, che negli ultimi tempi si era allontanata». E alle 6.30 apre il bar una dipendente, la quale si occupa delle colazioni. —

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