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«Troppi contagiati e morti ad Argenta», altri nuovi esposti nella maxinchiesta

Indagine sulle case di riposo. La procura di Ferrara: «C’è un'emergenza Covid da trattare anche a livello giudiziario»

ARGENTA. «C’è una emergenza Covid da trattare anche a livello giudiziario, non possiamo sottovalutarla, è un problema vasto e serio»: bastano poche parole del pm Alberto Savino per la procura di Ferrara per spiegare il motivo dell’indagine aperta sui morti da Covid e sui contagi registrati nell’Argentano. Poche parole per indicare comunque che l’indagine sarà in salita, dovrà far chiarezza, valutare se vi possano esser stati reati. La maxinchiesta, dunque, è partita sulle case di riposo di Argenta (Manica, Fiorana e Villa Aurora). C’è anche il superesperto, lo “scienziato” di turno, Saverio Parisi, braccio destro del virologo Andrea Crisanti di Padova, che dovrà tradurre ai magistrati i risultati che verranno acquisiti.

Indagine non facile


Sarà una indagine, senza ombra di dubbio, lunga e non facile, destinata a far rumore, a creare tensioni per una vicenda che ha visto da una parte drammi familiari per il decesso dei propri cari o tanti operatori contagiati costretti a fare i conti con il virus che stavano combattendo. E dall’altra dirigenti e responsabili delle strutture sanitarie, loro stessi vulnerabili davanti alla imprevedibilità di quello che tutti hanno chiamato lo «tsunami coronavirus». Che ha travolto tutti e tutto. L’indagine è appena partita con l’ipotesi di omicidio colposo contro ignoti, non vi sono persone sottoposte nell’indagine, che si sta già arricchendo di altro materiale, esposti a raffica. L’ultimo è stato protocollato ieri mattina, un’altra decina sono in corso d’opera: parlano tutti di decessi da Covid e di sanitari contagiati dal virus. «Sì, ho presentato un esposto ma del suo contenuto non posso parlare per rispetto di chi mi ha incaricato, dei magistrati e delle strutture coinvolte», spiegava ieri mattina Gabriella Azzalli, avvocato di Argenta. «Sì, stiamo raccogliendo le segnalazioni di una decina di familiari di vittime argentane – confermava ugualmente ieri Bruno barbieri, legale dell’associazione Codacons – affinché si valutino eventuali negligenze o disservizi: stiamo per questo informando le persone».

Atti nella maxinchiesta

Atti che finiranno tutti nel contenitore della maxinchiesta della procura di Ferrara che dovrà conteggiare – dal punto di vista giudiziario – i “veri” morti e i “veri” numeri del contagio tra gli operatori sanitari delle strutture coinvolte le case di riposo di Argenta: Residenza Manica, Centro Fiorana e Villa Aurora. L’avvocato Azzalli ha presentato l’esposto per conto di operatori della Manica e si chiede, genericamente: «Perché tanti morti e contagiati ad Argenta e solo in alcune strutture? Alla Casa Don Minzoni di Argenta non è accaduto ciò che si è registrato alla Manica: perché? ». Va oltre l’avvocato Azzalli, apprezza la decisione della procura ma fotografa anche altro: «Ciò che vedo e non sopporto è che si intimidiscano i sanitari che vogliono segnalare dei fatti, più o meno velatamente vengono minacciate ripercussioni sul posto di lavoro». Non è una novità, già accaduto. «Ora – conclude la Azzalli – credo che più persone segnalino fatti o disservizi più si riuscirà a far chiarezza, nell’interesse di tutti, per non incorrere nei medesimi errori, al prossimo tsunami Covid». –

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