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Degrado e incuria in via Anita a Porto Garibaldi: i residenti chiedono interventi

«Deve tornare ad essere il salotto buono, un biglietto d’ingresso per il mare». L’appello al Comune: ci sono strutture fatiscenti, bisogna fare qualcosa e presto

Proteste a Porto Garibaldi, via Anita fatiscente

PORTO GARIBALDI. «Da questa via storica sin dai primi anni del Novecento, quando arrivava pure il treno della tranvia a vapore Ostellato-Porto Garibaldi, è partito il turismo balneare della costa comacchiese e qui sono sorti, accanto agli stabilimenti balneari più antichi e ristrutturati, anche nuovi bagni e ristoranti. È il cuore del paese, che merita di essere valorizzato e, invece, il degrado di alcune strutture abbandonate fa a pugni con la volontà degli operatori di incentivare il turismo». Lo sfogo di Roberto Ferroni, titolare di una agenzia immobiliare in via Anita Garibaldi riflette il pensiero di altri suoi concittadini, “magnavaccanti” doc, che conoscono a fondo il loro territorio.

Nel tempo

Sul fronte mare si ergono Bagni, ristoranti e si snoda l’ultimo tratto di una pista ciclo-pedonale che sconfina sul molo, mentre sul lato del parcheggio a pagamento spuntano i relitti di vecchi immobili, relegati all’abbandono e al degrado, «Il vecchio ristorante Garibaldi, sormontato da coperture in eternit è ancora lì, da almeno trent’anni in attesa di essere ristrutturato. Animali selvatici, erba alta, sporcizia ci accompagneranno – lamenta Ferroni – per tutta l’estate».

A dare man forte alla protesta interviene anche Annalisa Melandri, titolare dell’Hotel Cinzia, situato di fianco a due immobili abbandonati, perché a due passi si staglia la sagoma di un vecchio bazar, chiuso da decenni. «Ho segnalato più volte alla cooperativa Brodolini, anche via Pec, lo stato di degrado e di sporcizia e al Comune la presenza di pannelli di vetro rotti. C’è bisogno di maggiore attenzione ed ascolto per operatori e residenti di questa zona storica del paese, vocato al turismo balneare».

Un residente, Fabrizio Fogli, lamenta la mancanza di attraversamenti pedonali e di dissuasori del traffico. «Gli scooter sfrecciano di notte a tutta velocità – esclama –; se c’è qualcuno a passeggio o che deve attraversare, per andare nel parcheggio, rischia di finire sotto ad una macchina. Servono dossi o dissuasori, per far rallentare le automobili, ma è necessario aggiunger altri passaggi pedonali perché non basta uno per l’intera lunghezza della via».

Gli fa eco un altro residente, Vittorio Colombi, il quale evidenzia un’altra criticità, legata alla mancanza di stalli riservati alla sosta per i residenti. «Ci sono più o meno dieci nuclei familiari in tutta la via – dichiara Colombi –, non sono tanti, ma per parcheggiare devono pagare l’abbonamento stagionale alla cooperativa che gestisce i parcheggi a pagamento. Ma qui in estate è impossibile trovare posti liberi. Sarebbe stato sufficiente individuare almeno uno stallo di sosta per ogni famiglia residente».

Il degrado

Su un lato del parcheggio, in bella mostra si notano siepi e rampicanti avvolti che hanno fatto tutt’uno con la recinzione, all’interno della quale è custodito il relitto di un vecchio fortino della seconda guerra mondiale. «Chiediamo un maggiore interessamento da parte del Comune e delle istituzioni – prosegue Loredana Miozzi –, perché via Anita è una vetrina per tutto l’anno. Noi ci sforziamo di alzare il livello dell’asticella, per offrire ai turisti servizi all’altezza della località e della sua storia».

«Invochiamo maggiore ascolto anche dagli altri enti pubblici. Un signore di Ferrara – aggiunge l’operatrice di Porto Garibaldi –, che ha lottato cinque anni per ottenere dall’Agenzia del Demanio lo stabile dell’ex bazar, vorrebbe sistemare la struttura, farla risorgere e, invece, ci sono ancora cavilli e ritardi burocratici e noi ci ritroviamo il degrado davanti alle nostre case e davanti alle nostre attività».

L'appello

Roberto Ferroni, confrontandosi con altri residenti, auspica che «la via Anita possa trasformarsi nel salottino di Porto Garibaldi, ad esempio attraverso un bando che il Comune potrebbe emanare per la riqualificazione delle facciate, aggiungendo panchine, alberelli, rimuovendo una volta per tutte eternit e degrado».

Anche la viabilità della strada, in quanto a metà del suo percorso la strada si trasforma in senso unico, richiede, a parere dei residenti, di essere rivisitata, soprattutto per via degli allagamenti che si verificano in occasione di perturbazioni eccezionali. —

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