Antenne da riconvertire al 5G. A Ferrara le istanze autorizzate sono 41

Il Comune ha già dato il via libera a 21 domande Tim, 17 Iliad e 3 Vodafone. Ferrara non è tra le città sperimentatrici ma i lavori sono completati in tre casi

FERRARA. Né Ferrara né altri comuni della provincia sono stati scelti per sperimentare la tecnologia del 5G, che comprende 120 piccoli centri a livello nazionale (solo due emiliani, sull’Appennino parmense). Questo non significa, però, che i colossi della telefonia stiano fermi, tant’evvero che in città sono già 41 istanze con parere favorevole per riconfigurare le antenne già esistenti in modo da installare il nuovo sistema di trasmissione, che consentirà un salto di qualità per molte funzioni indispensabili per smart working e industria 4.0 ma che raccoglie anche diffidenze di tipo ambientale e sanitario. Un tema che rischia di farsi caldo per la giunta comunale.

La mappa


La prima mappa dei nuovi impianti, evidentemente ancora inattivi, deriva dalle richieste di accesso agli atti attivate nelle settimane scorse a Palazzo Municipale. Le 41 istanze che hanno già ottenuto parere favorevole dal Servizio di qualità ambientale sono in capo a Tim (21 istanze), Iliad (17) e Vodafone (3). All’aggiornamento di fine aprile risultavano completati i lavori di via Cairoli, via Fratelli Aventi e via Imperiale; hanno già la Scia gli impianti di via Alfonso d’Este (torre piezometrica), via Marconi, via Mulinetto, via Ca’ Rossa, via dello Zucchero, via Barbieri, via Putinati, via Bassa (Gaibanella), via Calzolai, Motovelodromo, via Ricciarelli, via Luzzaschi, via Palmirano, stadio, piazzetta Combattenti, via Comacchio e via Pontegradella, per la Tim. E per la Iliad in stazione, Darsena park, via Renata di Francia, via della Temperanza, Borgo Malpasso, via Gioia, vicolo Mozzo Scimmia, Montagnone, via Aleramo, via Calzolai, via Chiesa (S.Martino), Ferrara Nord, via Quadrifoglio (Fossanova), campo sportivo Malborghetto, via del Vescovo (Marrara). In itinere le scia per via Bassa (Gaibanella) e viale Marconi, rispettivamente di Tim e Iliad, e per Vodafone nel parcheggio Hurly Burly, in via Copparo a Borgo punta e via Putinati.

A Palazzo

Di recente la questione 5G è spuntata tra gli argomenti da discutere nei vertici di maggioranza, sotto la spinta dei leghisti Luca Caprini, Francesca Savini e Catia Pignatti: c’è chi sta raccogliendo dubbi e timori assortiti sui presunti effetti sulla salute del 5G, anche in connessione all’epidemia di coronavirus. A questo proposito è il caso di ricordare che la mappa della diffusione del virus non combacia con quella della sperimentazione 5G.

In un’interrogazione presentata a fine maggio, Anna Ferraresi (Misto) cita tra gli altri il programma Report e il «rapporto indipendente Isde», chiedendo al sindaco di «interrompere la sperimentazione del 5» per «scongiurare eventuale aumento di emissioni dei campi elettromagnetici»; viene chiesta anche «esaustiva attestazione» agli installatori. —

stefano ciervo

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