Inchiesta corruzione a Ferrara Fiere, al vaglio una sponsorizzazione

Nel mirino dei pm un contributo al Palio dato dalla Aec che si aggiudicò i lavori. Sarebbe una ricompensa per l’appalto pilotato tra l’ente, i tecnici e l’Acer

FERRARA. Dall’inchiesta su appalti e appaltini di Ferrara Fiere spuntano anche le “tangenti”: non le mazzette “sporche” o le buste di denaro cash che ci riportano alle memoria le grandi inchieste di Mani Pulite, ma sponsorizzazioni per enti pubblici. Anzi, una sponsorizzazione, al Palio cittadino, citata negli atti giudiziari della procura notificati durante le perquisizioni e i sequestri che hanno portato alla contestazione di corruzione a carico di alcuni della decina di indagati raggiunti appunto dai decreti di perquisizione e sequestro.

Aec come sponsor


La sponsorizzazione al Palio avrebbe come vertice la figura di Aldino Cavallina, il referente della ditta Aec Costruzioni di Modena: e sarebbe una offerta dall’azienda – questa l’ipotesi – per aver vinto l’appalto da 5 milioni finanziato dalla Regione per gli interventi antisismici sui padiglioni della Fiera. Nei confronti di Cavallina, «più altri», è scattato il reato di corruzione, poiché secondo gli atti avrebbe avuto contatti con amministratori pubblici proponendo la sponsorizzazione di Aec al Palio. La contestazione di corruzione, tuttavia, si fermerebbe qui, al momento: gli inquirenti (procura, carabinieri e finanza) stanno vagliando il materiale sequestrato (carte, computer e file digitali) per valutare se vi possano essere elementi concreti per proseguire l’indagine su questo specifico capo d’accusa o anche archiviarlo. Le accuse, anche in questo caso, vengono in parte dall’ex fornitore di Ferrara Fiera, Pietro Scavuzzo, imprenditore e allestitore degli stand, ex pentito di mafia negli anni ’90, che aveva l’esclusiva degli allestimenti interni ed era in buonissimi rapporti con Aldino Cavallina. Il reato di corruzione è contestato anche ad altre figure istituzionali iscritte a registro indagati, atto – indicano fonti giudiziarie alla Nuova – del tutto “dovuto”, pressoché un automatismo, sul quale occorrono verifiche prima di poter proseguire. Un reato però che fa da sfondo all’appalto che sarebbe stato pilotato per essere assegnato alla ditta Aec di Modena: da qui la turbativa d’asta tra l’ex presidente Ferrara Fiera, Filippo Parisini, committente dell’opera; lo stesso Aldino Cavallina che rappresentava la ditta Aec che realizzò l’intervento e i due dirigenti della ditta Stefano Zaccarelli e Sandro Mantovani; l’ingegner Davide Grandis, direttore dei lavori e progettista, e quindi i dirigenti di Acer: il presidente Daniele Palombo e i dirigenti Marco Cenacchi e Massimo Cazzola (solo falso).

I documenti “passati”

Secondo la costruzione dell’accusa, prima dell’assegnazione dell’appalto furono “passati” e fatti filtrare documenti e progetti ad Acer che aveva il ruolo di ente appaltante, per cui assegnare l’appalto, per conto di Ferrara Fiere, alla Aec. Alla turbativa d’asta si sovrappongono i reati di abuso d’ufficio, falsi e truffe, poiché altra indicazione nelle ipotesi d’accusa è che l’appalto possa esser stato gonfiato per ricevere più finanziamenti del dovuto. Ipotesi e poco più al momento, alla luce del fatto che l’appalto e il relativo finanziamento regionale vennero controllati e monitorati dal sistema Sfinge, apparato di controllo del post terremoto che validava le procedure di finanziamento pubblico. L’inchiesta però non si ferma qui: riguarda anche le forniture a Ferrara Fiere. Indagati Parisini per peculato (utili dei servizi bar), l’ex presidente Nicola Zanardi e Angelo Rollo (concorso in peculato per utili di biglietteria). Infine, Parisini e Zanardi indagati anche per concussione per presunti ricatti a Scavuzzo, legati agli allestimenti della Fiera. –

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