Comacchio, i Bagni non possono essere discoteche: la macchina si inceppa ancora

Ai Lidi da questo fine settimana inizia la musica Vitali (Ascom): «Urgono interventi forti e una programmazione» 

COMACCHIO. Oltre al danno, la beffa. Non solo gli stabilimenti balneari hanno aspettato fino a metà giugno per poter programmare la loro stagione di musica, ma adesso che l’ordinanza c’è e le discoteche possono riaprire da questo fine settimana, per i Bagni dei Lidi di Comacchio il divieto resta. Il motivo? Non hanno la licenza di pubblico intrattenimento. Un po’ come è successo a maggio, quando erano tutti pronti ad accogliere i clienti con i tavoli apparecchiati ed hanno “scoperto” di non essere ristoranti. Ieri mattina le associazioni di categoria e i rappresentanti dei consorzi hanno incontrato il Prefetto di Ferrara Michele Campanaro per fare il punto della situazione ma a quanto pare non sarà facile uscire da questo ennesimo intoppo.

IL PUNTO


Gianni Nonnato, presidente del Consorzio Lido Nazioni, è sul piede di guerra: «Sono dell’idea che sulla base dell’ordinanza regionale che prescrive per le discoteche una serie di direttive per svolgere una serata o un intrattenimento danzante, si potrebbe e si dovrebbe lavorare anche per i locali e pubblici esercizi, i quali hanno richiesto l’attività di pubblico spettacolo e non solo le discoteche, visto poi che al momento ai Lidi ne abbiamo una sola. Sono convinto che sulla base di queste richieste al più presto verrà posto rimedio da parte delle autorità competenti e si possa finalmente rilasciare il nullaosta autorizzativo che al momento il Comune di Comacchio non riesce a dare perché, purtroppo, la Regione non si è espressa in tal senso». L’appello per cercare e trovare una soluzione è stato lanciato a i consiglieri regionali Marco Fabbri e Fabio Bergamini. «Non vogliamo stare a guardare la Romagna che si riempie in questo fine settimana - conclude Nonnato -, bisogna fare subito qualcosa».

LO SFOGO

«Così non andiamo avanti, l’ho detto e lo ripeto: diventeremo una sorta di dormitorio - ribadisce Gianfranco Vitali di Ascom -. Non c’è programmazione, non ci sono eventi, niente in cartellone. E, in più, i locali non possono nemmeno lavorare per questioni burocratiche. Perché i turisti dovrebbero venire sui Lidi? Cosa offriamo?». Intanto, però, in qualche modo ripartono con attenzione e professionalità gli intrattenimenti. Franco Casoni spiega: «Visti i nuovi decreti, i Lidi di Comacchio si apprestano nei loro locali a ospitare i turisti con la solita professionalità, inoltre cercheranno di fare vivere le vacanze agli avventori nella maniera migliore. Si cercherà di mantenere le distanze di sicurezza tra i clienti, di offrire la gastronomia tipica del territorio, e finalmente si potrà accompagnare la giornata con la musica un elemento fondamentale della vita, perché la musica mette allegria, mette a proprio agio, la musica rilassa».

L'IMPEGNO

«I locali si impegneranno al massimo per far tornare la serenità e questa la possiamo raggiungere tutti insieme anche con la collaborazione dei clienti - va avanti Nonnato -, quindi per evitare discussioni e aiutare anche le forze dell’ordine si chiede di rispettare le regole (indossare la mascherina dove è prevista e sanificarsi le mani)».

Valentino Roma, che si occupa di eventi, spiega: «Si dovrebbe instaurare un rapporto istituzionale di mediazione tra attività del divertimento (turismo) e la sicurezza della salute di tutti e come fare dunque? Dobbiamo mettere a disposizione tutte le misure conosciute fino ad ora (steward, termoscanner, disinfettare i locali) per fare in modo che tutto vada per il meglio». Gianluca Gramonelli, rappresentante dei locali, sostiene invece la necessità di dover velocizzare la tempistica dei permessi di pubblico spettacolo, dare la possibilità di snellire per favorire una rapida ripartenza. —

Mariacarla Bulgarelli

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