Ferrara, centri estivi a regime per quasi 250 iscritti nella fascia 3-14 anni

Oggi è prevista la partenza degli ultimi plessi allestiti. Il sindaco Fabbri: un risultato che non era affatto scontato

FERRARA. I genitori si salutano all’ingresso, poi sanificazione scarpe, mani e misurazione della temperatura tutto come da protocollo. Quello definito tra Comune di Ferrara, sindacati e coop per l’avvio, da questa settimana, dei centri estivi per la fascia 3-14 anni. Gli ultimi, fra i 16 plessi allestiti in totale, partiranno oggi (venerdì 19 giugno). Intanto ieri alla scuola d’infanzia Aquilone di via Mambro, che da lunedì ha riaperto i battenti, si osservavano i risultati «soddisfacenti» di un lavoro che «ha richiesto sforzo ma che è stato fatto in sinergia», e che «bisognerà prendere ad esempio per la prossima apertura dei servizi estivi per la fascia 9-36 mesi ma anche per la riapertura di altri servizi fondamentali per la città».

«Quanto fatto non era scontato – diceva ieri il sindaco Alan Fabbri – siamo una delle prime comunità che ha avviato questo percorso, che è stato fatto in maniera sinergica e ha portato a numeri importanti».


Fra questi, si elencavano i 150 posti nei Cri (centri ricreativi per l’infanzia 3-6 anni), fino a 170 posti disponibili per la fascia d’età 6-14 (la possibilità di accoglienza è variabile fra 120 e 170 posti in base all’età dei bambini che si iscrivono, visto che il rapporto è di un educatore ogni sette bambini per gli under 10 e di 1 a 10 per quelli più grandi). Per giugno «abbiamo 130 bambini iscritti ai Cri, a cui se ne aggiungono 10 dell’integrazione educativa e 78 bambini iscritti ai Cre, oltre ad altri 26 dell’integrazione educativa», le parole del sindaco. Resta un punto interrogativo sulle liste d’attesa, che sono in contrasto con il numero degli iscritti, inferiore a quello dei posti disponibili, il commento dell’assessore Dorota Kusiak. Oltre a tutto questo, i sopralluoghi, le ore di formazione, gli incontri preliminari con le famiglie e tutti i materiali di sicurezza forniti, come le 21mila mascherine. «I centri così organizzati – l’intervento dell’assessore Cristina Coletti – hanno costituito uno sforzo economico importante ma le tariffe sono invariate».

Raggiunto l’obiettivo comune di «riaprire le scuole in sicurezza», secondo Natale Vitali (Cgil), Leonardo Uba (Uil) e Sonia Uccellatori (Cisl) e quello «di ridare protagonismo ai bambini», per Elias Becciu (Consorzio Res). Per Chiara Bertolasi (Confcoop Ferrara) un modello «da promuovere in vista di settembre». «Anche per i centri diurni», secondo Chiara Bertelli (Legacoop Estense). —

Giovanna Corrieri

© RIPRODUZIONE RISERVATA