Ferrara, appalti truccati in Fiera: primo test per le accuse dell’ex pentito Scavuzzo

Giovedì udienza del riesame

FERRARA. I giudici del Riesame del tribunale di Ferrara sono chiamati la prossima settimana, udienza 25 giugno, ad eseguire la prima verifica giudiziaria sull’inchiesta di Ferrara Fiere. Udienza fissata su richiesta di alcuni difensori (Zaccaria e Bolognesi) che hanno depositato il ricorso contro gli atti di perquisizioni e sequestri del materiale inerente gli appalti e appaltini di Ferrara Fiere finiti sotto la lente di ingrandimento di procura, carabinieri e finanza. Le difese, di fatto, avranno in vista dell’udienza a disposizione gli atti d’accusa che riguardano i 14 indagati, in primis l’ex presidente Filippo Parisini dimissionario per l’indagine in corso.

Ferrara, le perquisizioni di guardia di finanza e carabinieri in Fiera



Tutti indagati, a vario titolo, per corruzione, concussione, abusi, falsi, peculato e turbativa d’asta. Quest’ultimo reato legato all’appalto da 5 milioni di euro che secondo le accuse sarebbe stato pilotato tra Ferrara Fiere, tecnici e azienda Acer che ne aveva curato il bando di gara e poi l’assegnazione alla ditta Aec di Modena. Ci sono anche le tangenti, presunte, legate ad una sponsorizzazione al Palio su cui i difensori, al di là degli atti della perquisizione, non sanno altro. L’appuntamento di giovedì prossimo sarà la prima verifica per conoscere gli atti d’accusa e verificare se vi siano solo le accuse di Pietro Scavuzzo, ex fornitore Fiera ed ex pentito di mafia anche riscontri ben più pesanti.

Da ricordare che Parisini, nell’atto delle dimissioni, aveva affermato, oltre alla «totale estraneità dei fatti contestati», anche che «allo stato» le vicende oggetto dell’indagine «sono il frutto di mere illazioni e accuse infondate e totalmente prive di riscontri». Da giovedì se ne potrà effettivamente capire di più. —

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