Black out in Comune, salta (fra i sorrisi) la seduta consiliare

L’avaria di un impianto stoppa lo streaming. E un dibattito “caldo” slitta di sette giorni  

FERRARA. Prima il black out, poi il collegamento internet. E l’uno-due non ha ammesso replica: ha mandato letteralmente a tappeto la riunione del Consiglio comunale di Ferrara, in programma in streaming e in video-conferenza ieri alle 15. Tutto rinviato: la riunione di ieri ad oggi (stesso orario, connessione permettendo) e quella di oggi a martedì prossimo. Chi si è collegato all’ora indicata da Palazzo municipale ha saputo dopo un’oretta che l’udienza era stata sospesa per problemi tecnici, e poi aggiornata di 24 ore, come ha infine annunciato il presidente del consiglio, Lorenzo Poltronieri.

Questa la catena degli eventi: la tensione è caduta in un’intera ala di Palazzo municipale, dove si affacciano gli uffici di consiglieri e dirigenti comunali, tra cui quello del sindaco, a causa del malfunzionamento di un apparato, collocato nell’ufficio stampa, che propaga la connettività ad altre postazioni. L’apparecchio si è bruciato e dovrà essere sostituito.


Il Comune ne possiede un altro esemplare ma dovrà essere installato e configurato, un’operazione prevista per questa mattina. In tempo, quindi, per la seduta di oggi.

Resta fuori dal recinto del dibattito, per ora, un tema non proprio comodo per la maggioranza, trattato in ordini del giorno (uno dell’opposizione, presentato da Roberta Fusari, di Azione civica) sul piano periferie, questione che ha già riservato alcuni dispiaceri al centrodestra in Comune e che ha visto scendere pesantemente in campo, con un atteggiamento battagliero, proprio alcuni esponenti o ex della maggioranza. Il dibattito è stato rinviato a martedì prossimo e sarà oggetto dell’altra riunione consiliare posticipata, quella prevista inizialmente per oggi. La nuova posizione in agenda consentirà alla Lega e C. di concentrarsi per questa settimana su un altro fronte, che sta montando: la polemica sul “mi piace” messo da un consigliere salviniano, Luca Caprini, che è anche un ispettore di polizia, sotto un post che inneggiava nientemeno che ai forni crematori.

Tutto questo mentre ieri, in attesa del collegamento che non arrivava, alcuni consiglieri del centrodestra, in diretta visibile a tutti, si concedevano frizzi e lazzi e a farne le spese era un «personaggio pressoché indifendibile». A dirlo, però, era il suo avvocato, il consigliere leghista Ciriaco Minichiello. —

Gioele Caccia
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